FONTANA Genserico

n. Roma 26 gennaio 1918, m.Fosse Ardeatine (Roma) il 24 marzo 1944 . Capitano complemento carabinieri.

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Genserico Fontana (1918-1944)

Studente universitario a Roma nella facoltà di giurisprudenza, fu arruolato nel settembre 1938 ed inviato a Spoleto al corso allievi ufficiali presso il 52° reggimento fanteria Alpi. Aspirante nell’aprile 1939, fu assegnato al 3° granatieri col quale partì nel luglio successivo per l’Albania. Scoppiate le ostilità contro la Grecia nell’ottobre 1940, si distinse al comando di un plotone mitraglieri col grado di sottotenente riportando anche una grave ferita all’occhio destro. Promosso tenente nel gennaio 1942 e conseguita la laurea, frequentò l’apposito corso di abilitazione, cui fece seguito il trasferimento nell’Arma dei CC. Destinato prima al XXVI battaglione CC. Mobilitato, passo poi, dal luglio 1943 alla legione del Lazio assumendo il comando interinale della compagnia de L’Aquila dove lo colse l’armistizio. Arrestato il 10 dicembre 1943, fu fucilato alle Fosse Ardeatine per rappresaglia il 24 marzo 1944, Il 30 novembre 1947 fu promosso capitano con anzianità 21 marzo 1944. Era laureando anche in scienze politiche.

Altre decorazioni: Croce di guerra al Valore Militare (Gragohari-Fronte Greco, novembre 1940).

In momenti di drammatiche difficoltà per il Paese, conscio dei suoi doveri di soldato, si rifiutava di collaborare coi nemico, e con grave rischio sfuggiva alla cattura per la deportazione dopo essersi adoperato con tutte le sue forze per mettere in salvo buona parte dei suoi dipendenti. Pur sapendosi attivamente ricercato iniziava tra enormi difficoltà e pericoli l’organizzazione di una banda armata, dando ai suoi dipendenti ampia assistenza morale e materiale. Incurante dei bandi tedeschi, si prodigava instancabilmente per trasportare e nascondere armi necessarie ai suoi organizzati. Catturato su delazione di spia sebbene sottoposto per lunghi mesi a privazioni e torture di ogni genere, manteneva il più assoluto silenzio evitando di far scoprire le fila dell’organizzazione di cui era l’animatore. Nessuna lusinga o allettamento dei suoi aguzzini lo faceva deflettere dal giuramento prestato. Compreso solo del bene della Patria donava la sua giovane esistenza affrontando serenamente la morte per fucilazione nelle Fosse Ardeatine. Luminoso esempio di fedeltà, di onore e sprezzo della vita.— Fronte clandestino di resistenza, 8 ottobre 1943-24 marzo 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 398.

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