CAPPONI Carla

carla-capponin. Roma 7 dicembre 1921, m. Zagarolo 24 dicembre 2000. Partigiana combattente

Iscritta alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si dedicò attivamente alla lotta clandestina di resistenza. Nelle formazioni G.A.P., col nome di battaglia Elena, fu vicecomandante di una formazione partigiana operante in Roma e nella provincia, a Valmontone, a Zagarolo e a Palestrina. Organizzatrice di numerosi atti di sabotaggio, fra i quali l’incendio nell’interno della città di un autotreno carico di carburante destinato a Cassino, partecipò il 23 marzo 1944 all’attentato di via Rasella contro una formazione militare tedesca. Fu eletta nel 1953 deputato al Parlamento per la 2a legislatura repubblicana per la circoscrizione di Roma, Viterbo, Latina, Frosinone.

Partigiana volontaria ascriveva a sé l’onore delle più eroiche imprese nella caccia senza quartiere che il suo gruppo d’avanguardia dava al nemico annidato nella cerchia dell’abitato della città di Roma. Con le armi in pugno, prima fra le prime, partecipava a decine di azioni distinguendosi in modo superbo per la fredda decisione contro l’avversario e per spirito di sacrificio verso i compagni in pericolo. Nominata vice comandante di una formazione partigiana guidava audacemente i compagni nella lotta cruenta, sgominando ovunque il nemico e destando attonito stupore nel popolo ammirato da tanto ardimento. Ammalatasi di grave morbo contratto nella dura vita partigiana, non volle desistere nella sua azione fino a fondo impegnata per il riscatto delle concusse libertà. Mirabile esempio di civili e militari virtù del tutto degna delle tradizioni di eroismo femminile del Risorgimento italiano.— Roma, 8 settembre 1943 – 6 giugno 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 467.

 

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