CHIESA Romualdo

n.  Roma 1° settembre 1922, m. Fosse Ardeatine (Roma) 24 marzo 1944. Partigiano combattente

Studente universitario a Roma nella facoltà di ingegneria, si diede non ancora diciassettenne alla vita politica clandestina nel movimento cattolico di sinistra di cui fu uno dei primi assertori. Arrestato e condannato da Tribunale Speciale nel 1941, uscì dal carcere pochi mesi dopo riprendendo l’attività politica. Dopo gli avvenimenti dell’8 settembre 1943 organizzò nella resistenza i gruppi d’azione e venne nominato politico equiparato al grado di tenente.

Giovane antifascista conobbe il carcere poco più che diciottenne e dalle sofferenze patite fu temprato alla dura lotta clandestina di cui divenne assertore convinto ed incitatore travolgente. A Porta San Paolo condusse operai e studenti ad ostacolare il passo alle truppe tedesche che con orgogliosa baldanza marciavano contro la Città Eterna. Il popolo romano di Monte Mario, Borgo, Prati, Trionfale, Porta Cavalleggeri e Madonna del Riposo sentì la sua voce tonante di tribuno organizzatore di gruppi di armati e di G.A.P. che furono, sotto la sua guida, audaci esecutori di ardite azioni di sabotaggio. Già sfuggito tre volte alla cattura, in seguito a vile delazione cadde nelle mani del nemico, riuscendo in un tentativo di fuga a distruggere importanti documenti che se fossero caduti in mano dell’avversario avrebbero compromesso il movimento partigiano locale. Sopportò i martirii di via Tasso pur di non tradire i compagni. Ridotto quasi cieco per le sevizie subite e col volto trasformato in piaga sanguinante, fu condotto alle Fosse Ardeatine, ove nel sublime martirio chiuse la giovane esistenza che non aveva conosciuto che le amarezze della schiavitù. Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 394.

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