FECIA di COSSATO Carlo Alberto

n. 25 settembre 1908 Roma m. Alto Tirreno, 9 settembre 1943. Capitano di fregata s.p.e. Marina Militare.

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Carlo Alberto Fecia di Cossato (1908-1943)

Appartenente a nobile famiglia piemontese di antiche tradizioni militari, compiuti gli studi medi a Venezia e nel Regio Collegio di Moncalieri, fu ammesso non ancora quindicenne all’Accacemia Navale di Livorno e nel 1928 venne nominato guardiamarina. Sottotenente di vascello nel 1929, fu in Cina, a Pechino, dal 1931 al 1932 presso quel distaccamento Marina. Promosso tenente di vascello, partecipò nel 1937 alla guerra civile di Spagna a bordo di sommergibili. Imbarcato sul Menotti alla dichiarazione di guerra nel giugno 1940, passò dal dicembre dello stesso anno sul Tazzoli dove rimase anche come capitano di fregata fino all’aprile 1943. Le gesta compiute dal Tazzoli nell’Oceano Atlantico richiamarono su di lui e sull’unità l’ammirazione dello stesso nemico. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, imbarcato sulla torpediniera Aliseo comandò la 3° squadriglia torpediniere in uno scontro vittorioso nelle acque di Bastia contro sette unità tedesche di armamento superiore; poi seguì le sorti della flotta italiana che navigava verso Malta. La fiamma del suo nobile cuore non resse allo strazio della Patria e si spense a Napoli il 27 agosto 1944.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia d’Argento) (oceano Atlantico, aprile-maggio 1941); M.A. (Oceano Atlantico, febbraio 1942 – aprile 1942); M.B. (Medaglia di Bronzo) (Oceano Atlantico, luglio-settembre 1941); M.B. (Oceano Atlantico, giugno-settembre 1942); M.B. (Acque di Bastia, settembre 1943); Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Mediterraneo, luglio 1943).

Valente e ardito comandante di sommergibile, animata, fin dall’inizio delle ostilità, da decisa volontà di successo, durante la sua quinta missione di guerra in Albania affondava quattro navi mercantili per complessive 20516 tonnellate ed abbatteva, dopo dura lotta, un quadrimotore avversario. Raggiungeva così un totale di 100.000 tonnellate di naviglio avversario affondato, stabilendo un primato di assoluta eccezione nel campo degli affondamenti effettuati da unità subacquee. Successivamente, comandante di torpediniera, alla data dell’armistizio dava nuova prova di superbo spirito combattivo attaccando con la sola sua unità sette navi germaniche di armamento prevalente che affondava a cannonate dopo aspro combattimento, condotto con grande bravura ed estrema determinazione. Esempio fulgidissimo ai posteri di eccezionali virtù di comandante e di combattente e di assoluta dedizione al dovere. –Oceano Atlantico, 5 novembre 1942 – 1° febbraio 1943; Alto Tirreno, 9 settembre 1943. 


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 289.

 

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