GELSOMINI Manlio

gelsomini-manlion. Roma 9 novembre 1907, m. Fosse Ardeatine (Roma) 24 marzo 1944. Capitano medico complemento, partigiano combattente

Laureatosi in medicina e chirurgia nell’Università di Roma nel 1931, nel gennaio 1934 fu ammesso come ufficiale alla Scuola di Sanità Militare in Firenze dove ottenne nel giugno successivo la nomina a sottotenente medico di complemento assegnato al 2° reggimento bersaglieri. Congedato nel luglio 1934, tre anni più tardi era promosso tenente ad anzianità e per titoli. Richiamato nel maggio 1943 e messo a disposizione del Comando Generale della M.V.S.N., fu destinato al LXXIX brigata Camicie Nere mobilitato. Dopo l’8 settembre 1943 si rifugio nella zona montana del Viterbese dove ben presto organizzò una banda di patrioti, alle dirette dipendenze del raggruppamento bande Monte Soratte. A capo della sua banda col nome di battaglia Ruggiero Fiamma effettuò azioni di sabotaggio a linee ferroviarie, telefoniche e a rotabili, distruggendo anche automezzi tedeschi. Arrestato nel suo studio insieme alla madre, il 13 gennaio 1944, fu sacrificato per rappresaglia alle Fosse Ardeatine. Fu promosso capitano dal gennaio 1943.

Fu tra i primi ad organizzare un movimento di resistenza armata nella zona dell’alto Lazio. Instancabile nella cospirazione e nella lotta partigiana; con fermezza d’animo, con l’ascendente personale e il generoso sprezzo della vita, durante i giorni del terrore nazifascista, fu di luminoso esempio ai propri dipendenti, donando fiducia ai timorosi e accrescendo audacia ai forti. Denunciato da una spia, fu arrestato e sottoposto per 76 giorni ad inumane, indicibili torture, serbando il più assoluto silenzio circa l’organizzazione di cui faceva parte. Barbaramente trucidato insieme agli altri martiri alle Fosse Ardeatine, donava, sublime olocausto, la sua vita fiorente per la salvezza dei compagni di fede e per il riscatto della Patria oppressa – Roma, 8 settembre 1943-24 marzo 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 400.

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