GIACOMINI Gastone

n. Roma 1913, m. Abbazia-Torrente Senio 10 aprile 1945. Capitano in servizio permanente effettivo, 88° reggimento fanteria.

1943 04 febbraio Nadi el Fang ---

1943 febbraio 04. Nadi el Fang (Archivio Giacomini)

Conseguita la maturità classica nell’Istituto Massimo di Roma, entrò nella Scuola Militare di Modena nell’ottobre 1934 e due anni dopo  venne nominato sottotenente in servizio permanente effettivo. Assegnato al 61° reggimento fanteria motorizzato della Divisione Trento e promosso tenente partecipava, dal giugno 1940, alle operazioni di guerra svoltesi alla frontiera occidentale. Nell’ottobre successivo, passò al 66° reggimento Trieste col quale partì per l’Africa Settentrionale nell’agosto 1942. Dopo aver combattuto per circa due anni come comandante di compagnia, prima con l’incarico del grado superiore e poi, dal 1° gennaio 1942, col grado di capitano, rimpatriava per ferita alla fine di aprile del 1943. Si trovava in licenza di convalescenza a Roma quando fu sorpreso dall’armistizio. Datosi alla macchia operò nel fronte clandestino di resistenza e dopo la liberazione della Capitale riprese servizio assegnato all’88° fanteria Friuli mobilitato. Destinato al II battaglione, cadeva nel fatto d’arme di Abbazia nei pressi di Riolo dei Bagni in Romagna (oggi, Riolo Terme).

Altre decorazioni: Medaglia d’Argento (Africa settentrionale, aprile 1943); Medaglia di Bronzo (Gotte l Ualeb, maggio-giugno 1942); Medaglia di Bronzo sul campo (Bir Acheim, giugno 1942); Medaglia di Bronzo (Maaten-Giofen, dicembre 1942).

Ufficiale dotato di preclari doti di combattente per elette virtù di comandante capace e deciso, per sicuro ascendente sui dipendenti specie negli eventi bellici più cruenti, per alto valore personale spinto in ogni circostanza oltre i limiti della umana possibilità ispirando le sue opere ai più alti ideali della Patria partecipava alla guerra 1940-1943 sul fronte occidentale e in Africa settentrionale; convalescente in patria per grave ferita riportata in guerra e sorpreso dagli avvenimenti dell’8 settembre 1943, tra il generale smarrimento sceglieva la via dell’onore e, fedele al suo giuramento, si schierava contro i tedeschi operando attivamente sul fronte clandestino e quindi partecipando volontariamente alla guerra di liberazione nazionale, insignito di tre decorazioni al valor militare, ferito sei volte in azioni di guerra, ovunque emergeva per singolare temperamento combattivo e spirito di sacrificio, ma il suo indomito valore spiccava in particolare: in Africa Settentrionale, dove, anima della strenua difesa di un caposaldo primo nel rischio ed ultimo nel subire la soverchiante pressione dell’agguerrito nemico benché gravemente ferito e sgomberato a viva forza, mentre ancora incitava i pochi superstiti alla lotta non si abbatteva e trovava in sé l’energia per portare in salvo attraverso zone intensamente battute dal fuoco avversario, un’autoambulanza carica di feriti della sua eroica compagnia sostituendosi all’autiere mortalmente colpito; sul fronte italiano dove immolava la sua gloriosa giovinezza alla testa dei suoi insuperati fanti condotti con audace slancio e sommo sprezzo della vita alla conquista di posizioni tenacemente difese dal secolare nemico. Leggendaria figura di combattente, ha lasciato in ogni campo di battaglia, col suo sangue generoso, traccia luminosa del cosciente eroismo del soldato d’Italia.— Africa Settentrionale (Takruna – Tunisia) marzo – aprile 1943 – Fronte Italiano (Torrente Senio), 10 aprile 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 660.

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