LORDI Roberto

n. Napoli 1894, m. 24 marzo Fosse Ardetine (Roma). Generale di Brigata nella riserva.

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Roberto Lordi (1894-1944)

Uscito sottotenente d’artiglieria dall’Accademia di Torino nel gennaio 1916, raggiunse al fronte il 2° reggimento artiglieria da montagna. Nello stesso anno, passò a domanda in aviazione e con l’89a squadriglia si distinse nei cieli della Carnia, dell’Isonzo e del Piave. Fu poi in Libia dal dicembre 1918 all’ottobre 1919 e rimpatriato, prestò successivamente servizio al 2° raggruppamento aeroplani da bombardamento e alla base aeronautica di Brindisi. Promosso capitano nel 1923, entrò a far parte dell’Arma Aeronautica costituitasi in quell’anno. Maggiore nel 1926 e tenente colonnello nel 1928, l’anno dopo tornò in Cirenaica per assumere il comando di quell’aviazione. Rientrato in Patria nel settembre 1933 con grado di colonnello, fu inviato in Cina a capo di una missione di ufficiali istruttori, assolvendo anche l’incarico di capo di Stato Maggiore dell’Aviazione cinese. Promosso generale di Brigata e rimpatriato nel 1935, l’anno dopo venne collocato a riposo d’autorità a soli 42 anni. Fu poi assunto come dirigente del polverificio Stacchini. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 organizzò a sue spese bande armate operanti nelle zone dei Monti Prenestini e di Alatri. Fu arrestato dalle SS tedesche il 17 gennaio 1944, nel tentativo di stappare alla morte il direttore dello stabilimento arrestato in sua vece. Decorato anche di una Medaglia d’Argento al Valor Militare, aveva conseguita la laure in ingegneria aeronautica presso il Politecnico di Torino nel gennaio 1923.

Altre decorazioni: Medaglia d’Argento (Cielo della Carnia e dell’Isonzo, maggio 1916. Ottobre 1917); Croce di guerra al Valor Militare (Cielo del Piave, agosto-novembre 1918); col. per m.g. (1931).

Dedicatosi senza alcuna ambizione personale e per purissimo amor di Patria all’attività partigiana, vi profondeva, durante quattro mesi di infaticabile e rischiosissima opera, tutte le sue eccezionali doti di coraggio, di intelligenza e di capacità organizzativa, alimentando di uomini e di rifornimenti le bande armate, sottraendo armi ed esplosivi destinati ai tedeschi, fornendo utili informazioni al Comando alleato, sempre con gravissimo rischio personale. Arrestato e lungamente torturato, nulla rivelò circa i propri collaboratori e la propria attività ed affrontò serenamente la morte. Esempio nobilissimo di completa e disinteressata dedizione alla causa della libertà del proprio Paese. – Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 404.

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