PREMOLI Vittorio

premoli-vittorion. 1917 Vipacco (Gorizia), m. Priverno (Latina) data non trovata. Soldato 57° reggimento fanteria Piave.

Di modesta famiglia di coltivatori diretti, venne arruolato in Aeronautica nel gennaio 1938. Assegnato prima al Centro istruzioni di Forlì, prestò in seguito servizio all’aeroporto della stessa città e fu congedato nell’ott. 1939. Richiamato alle armi nel settembre 1941 presso il deposito del 2° reggimento fanteria Re, nel luglio 1942 fu trasferito al 57° reggimento fanteria della Divisione motorizzata Piave. Il 24 ottobre 1942 a Vado Ligure, partecipò ad un pericoloso salvataggio di civili rimasti sotto le macerie di un edificio distrutto da un bombardamento. All’armistizio dell’8 settembre 1943, si trovava con la 1a compagnia del reggimento nella zona di Ponte Grillo a Monterotondo e nel combattimento contro i tedeschi rimase gravemente ferito. Dopo lunga degenza ospedaliera venne congedato nel 1946. Dopo la guerra Vittorio Premoli si trasferì in provincia di Latina, a Priverno, dove è poi deceduto. Nel novembre del 2006 l’amministrazione di Priverno ha deposto una corona alla Stele, eretta in memoria di Premoli, nei giardini di Piazzale d’Ungheria a Borgo Sant’Antonio.

Durante l’attacco su Monterotondo, porta munizioni di un gruppo mitragliatori, vistisi cadere attorno colpiti a morte da raffiche di mitra a bruciapelo il caposquadra, il portarme e un fornitore e per quanto ferito egli stesso ad una spalla, afferrato il mitragliatore di uno dei caduti, balzava dietro un riparo e faceva fuoco sui nemici abbattendone diversi. Rimasto solo, accerchiato, ferito due volte balzava nuovamente in piedi ed afferrata l’arma per la canna si faceva largo tra gli assalitori abbattendone altri. Approfittando di questo fatto e benché ferito per la quarta volta, riusciva a raggiungere la compagnia che nel frattempo era venuta avanti. Medicato sommariamente sul campo delle sue quattro ferite, di cui tre gravi, non emetteva un lamento. Ricoverato all’ospedale, rimessosi grazie alla sua eccezionale costituzione fisica, dopo più di due mesi di dolorosi interventi chirurgici che non riuscivano però a salvargli il libero uso del braccio, veniva preso dai tedeschi per essere trasportato al Nord. Con forza d’animo veramente eccezionale, sebbene ancora con le ferite non rimarginate, si lanciava dall’autombulanza in corsa e si dava alla macchia. – Monterotondo (Roma), 9-10 settembre 1943 – gennaio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 373.

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