RAUCCI Fernando

n. 1891 Roma – m. in Albania 8 settembre-17 novembre 1943. Colonnello s.p.e. fanteria, Comando 9a Armata

Dal Collegio Militare di Roma passò alla Scuola Militare di Modena nel 1911 e due anni dopo ottenne la nomina a sottotenente nell’82° reggimento fanteria della Brigata Torino. Dal marzo 1914 al settembre 1916 prestò servizio in Libia e rimpatriato col grado di tenente partecipò alla prima guerra mondiale al comando della 429a compagnia mitraglieri Fiat. Rientrato al deposito col grado di capitano, fu poi al Ministero della Guerra fino al 1927, allorchè, promosso maggiore riprese servizio nell’81° reggimento fanteria. Nel 1935 partì col 20° reggimento fanteria Mobilitato per l’Africa Orientale e rientrato in Patria nell’ottobre 1936, dopo la campagna etiopica, partì volontario, nel 1937 per la Spagna nella Divisione Fiamme Nere meritandosi un encomio solenne. Rientrò in Italia alla fine del 1937 per malattia. Due anni dopo partecipava allo sbarco in Albania. Promosso colonnello dal 1° gennaio 1940, fu assegnato al Comando Superiore FF.AA. dell’Albania con funzioni di capo ufficio del personale. Cade in mano ai tedeschi assieme al tenente colonnello Goffredo Zignani e viene fucilato assieme a lui, il 17 novembre 1943.

Altre decorazioni: M.A. (Bainsizza, ottobre 1917); M.B. (Settore di Guadalajara, marzo 1937).

Ufficiale superiore addetto ad un Comando d’Armata dislocata oltremare, all’atto dell’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutatosi di seguire il Comando stesso in prigionia, si univa alle truppe che avevano iniziato le ostilità contro i tedeschi e con esse, quale comandante della zona militare di Peza, affrontava, al fianco dei partigiani, i disagi, i pericoli e le sofferenze di una lotta disperata dimostrando singolare fermezza di carattere, fede ed ardimento. Catturato dopo aspro combattimento e condotto dinanzi al plotone di esecuzione, manteneva contegno fierissimo e cadeva infine sotto il piombo nemico al grido di: “Viva l’Italia”. Fulgido esempio di elevate virtù militari, teneva alto in terra d’Albania, con l’opera e col supremo sacrificio, l’onore dell’Esercito ed il nome sacro della Patria. – Albania, 8 settembre – 17 novembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 354.

 

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