SIMONI Simone

simoni-simonen. Pratica (Frosinone) 24 dicembre 1880, m. Fosse Ardeatine (Roma) il 24 marzo 1944. Generale di Divisione nel ruolo d’onore.

Nominato sottotenente in servizio permanente effettivo nel 1904, partecipò col grado di tenente nel 52° reggimento fanteria della Brigata Alpi alla guerra italo-turca e alla successiva guerriglia in Libia dal novembre 1911 all’ottobre 1915. Promosso capitano dal 1° gennaio 1915, nominato residente politico a Cirene chiese di partecipare alla prima guerra mondiale. Rimpatriato in ottobre, ottenne il comando di un battaglione del 73° fanteria al fronte. Confermò la sua fama di valoroso soldato durante la ritirata di Caporetto quando, pur sofferente per grave intossicazione di gas, contrastò per circa due giorni l’avanzata nemica. Tenente colonnello nel 1923, tornò in Cirenaica nel 1929 ed in poco più di cinque mesi si segnalò nelle operazioni di sgombro e ripiegamento dei presidi interni del Gebel. Rientrato in Italia, per le sue minorate condizioni di salute, nell’agosto 1932 venne collocato nella riserva per infermità provenienti da cause di guerra. Promosso colonnello un mese dopo, raggiungeva nel giugno 1939 il grado di generale di Divisione e dal gennaio 1940 era iscritto nel R.O. Dopo l’8 settembre 1943, organizzo nella sede di Sicietà Commerciale di cui era presidente, con un nucleo di ufficiali e di militari, la resistenza alle forze armate tedesche. Arrestato il 22 gennaio 1944, venne fucilato alle Fosse Ardeatine. L’unico suo figlio maschio, ufficiale paracadutista della Folgore, caduto ad El Alamein nell’ottobre 1942, è stato decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Altre decorazioni: Medaglia d’Argento (Peuma di Gorizia, novembre 1915); Medaglia d’Argento (Sober – Gorizia, novembre 1916); Medaglia d’Argento (Faiti, agosto 1917); Medaglia d’Argento (Cirenaica, marzo 1929); Medaglia di Bronzo (Tripoli, novembre 1911); Medaglia di Bronzo (Monte Juanes-Cividale, ottobre 1917); Croce di guerra al Valor Militare (Cirene, gennaio 1914).

Valoroso combattente di otto campagne, grande invalido di guerra, superdecorato al valore, di eccezionali qualità morali e di carattere, fedele al giuramento ed al proprio dovere di soldato, partecipava tra rischi continui attivamente alla lotta clandestina contro il secolare nemico. Arrestato dalla sbirraglia nazifascista e sottoposto alle più inumane torture, manteneva con contegno fiero e virile l’assoluto segreto sull’organizzazione, salvando così la vita ad alcuni suoi collaboratori. In occasione di una esecuzione sommaria veniva per rappresaglia barbaramente trucidato facendo olocausto di se stesso per l’affermazione delle più alte idealità civili e militari. Chiudeva così, onorata dalla gloria del supremo sacrificio, una vita eroica intensamente e nobilmente spesa al servizio della Patria.- Roma, Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 409.

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