GRUE Aurelio

GRUE AURELIO018di Antonio e di Emilia Mancini, nacque ad Atri di Teramo il 7 maggio 1870 e morì ad Adua sul campo di battaglia il 1° marzo 1896.
Fu allievo del Collegio Militare di Roma negli anni 1884 -1888. Passato all’Accademia Militare di Torino fu promosso sottotenente il 16 novembre 1890 e tenente il 7 agosto 1892 dopo aver frequentato la Scuola di Applicazione dell’Arma. Destinato al 14° reggimento artiglieria da campagna, dette ben presto prove spiccate delle sue elevate qualità morali e militari.
Animato dal desiderio di partecipare alle operazioni militari in Africa fu destinato, a domanda, il 19 dicembre 1895, alla 6^ batteria da montagna che, agli ordini del capitano Regazzi, si allestiva a Napoli. Con questa partì per l’Africa il 28 dicembre 1895, sbarcando a Massaua il 6 gennaio dell’anno successivo. Avviato al campo, raggiunse dopo 10 giorni la zona di radunata al Colle Zalà, ove la batteria inquadrata nella 2^ brigata d’artiglieria da montagna passò a far parte della colonna del generale Da Bormida.
In esecuzione dell’ordine di operazione, nella notte del 29 febbraio 1896, alle ore 21 circa, la 6^ batteria, che marciava con le altre nel grosso della colonna, raggiunse alle luci dell’alba del 1° marzo il Colle Rebbi Arienni.
Ma dopo poco tempo per la improvvisa fucileria iniziatasi sulla sinistra dello schieramento contro le avanguardie della colonna del generale Albertone, la batteria prese subito posizione e non avendo altra scelta piazzò i pezzi in fondo al vallone ed aprì il fuoco a distanze raccorciate.
Quindi si portò più innanzi, quasi sulla linea delle fanterie, tra i Monti Erara ed Esciasciò eseguendo un tiro rapido e preciso sugli scioani.
Poi, quando le batterie, per l’incalzare delle masse nemiche, erano minacciate di avvolgimento, il tenente Grue, che comandava la colonna munizioni e che si era prodigato personalmente per assicurare il rifornimento ai pezzi, di sua iniziativa, condusse una sezione della 6^ batteria ed altra della 7^ su nuove posizioni permettendo così, con l’appoggio del fuoco dei pezzi, il ripiegamento delle artiglierie. Ma nel generoso tentativo cadde colpito a morte, sopraffatto dalla violenza del fuoco nemico.
Alla sua memoria è stata concessa la medaglia d’oro al v. m. con r. d. 20 novembre 1898, con la motivazione: Comandante la colonna munizioni dimostrò calma ed ardire in tutta la giornata. Alla fine precedendo la brigata che si ritirava, scelse di sua iniziativa una posizione adatta per arrestare i pezzi che seguivano, e, raccolte le scarse munizioni ancora rimaste nei cofani, fece mettere in batteria i pochi pezzi che poté avere alla mano. lvi, sparando gli ultimi colpi, contribuì efficacemente a trattenere ancora l’irrompere del nemico finché mortalmente ferito, incorava ancora i soldati con nobili parole. – Adua (Eritrea), 1° marzo 1896.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1958,    p. 58.

 

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