PRATO Leopoldo Cesare

PRATO LEOPOLDO011di Antonio e di Luigia Barberis, nacque a Pamparato di Cuneo il 3 febbraio 1845 e morì in combattimento ad Adua il 1° marzo 1896.
Arruolato volontario nel corpo d’amministrazione in servizio d’ordinanza il 5 agosto 1862 con la ferma di otto anni, nel marzo 1864 passò nel 1^ reggimento bersaglieri col grado di caporale, conseguendo successivamente i galloni di sergente e di furiere. Ammesso alla Scuola Militare di Fanteria il 1° aprile 1873 venne nominato sottotenente con decreto del 1° agosto 1874 ed assegnato al 10° reggimento bersaglieri il 29 dello stesso mese ed anno. Tenente nel febbraio 1879, passò al 3° reggimento bersaglieri di stanza a Messina il 17 maggio 1880. lvi, con la promozione a capitano, il 21 marzo 1886, assunse anche la carica di aiutante maggiore in 1^.
Dal 18 settembre 1887 al 1° agosto 1889 fu al Collegio Militare di Messina prima con l’incarico dell’insegnamento della geografia, poi con quello di aiutante maggiore. Il 5 agosto successivo partì a domanda per l’Africa destinato ai presidi dell’Eritrea ed addetto al comando superiore. Ma vi rimase soltanto 16 mesi perché nel dicembre 1890 rientrò d’autorità in Patria assegnato al 9° reggimento bersaglieri. Promosso maggiore a scelta nel 1894 con temporanea destinazione al distretto di Cagliari, il 19 agosto 1894 ebbe l’ordine di costituire il 6° battaglione fanteria d’Africa che il 18 dicembre col piroscafo Adria partì da Napoli con destinazione a Massaua per portarsi al campo il 10 gennaio 1896 ove venne assegnato al 3° reggimento fanteria della 2″ brigata, gen. Da Bormida.
La sera del 29 febbraio 1896, coll’avanguardia della colonna, iniziò la marcia verso le ore 21 e preceduto dai reparti esploratori indigeni raggiunse le posizioni stabilite sul Colle Rebbi Arienni ove schierò le truppe.
La mattina del 1° marzo il battaglione guidato dall’intrepido maggiore si batté valorosamente sotto l’incalzare delle orde scioane che avevano travolto il grosso della brigata. Nella strenua difesa, ferito la prima, la seconda, la terza e, poi, la quarta volta gravemente all’inguine, continuò ad incitare i suoi uomini alla resistenza, combattendo egli stesso, in piedi fra i suoi soldati, con la rivoltella, finché cadde sotto le lance degli scioani, durante la fatale ritirata protrattasi per tutta la giornata e la notte.
Alla sua memoria fu concessa la medaglia d’oro al valor militare con r. d. 20 novembre 1898 e la seguente motivazione: Ferito leggermente tre volte da arma da fuoco non lasciò mai il comando del battaglione che spinse più volte vigorosamente all’assalto. Eseguì con raro coraggio ed energia l’ultima resistenza della brigata. (Morto). – Adua (Eritrea), 1° marzo 1896.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1958,    p. 44.

 

 

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