SANGUINETI Giovanni

SANGUINETTI004di Pasquale e di Elena Motta, nacque a Carcare di Savona il 19 gennaio 1865 e morì il 14 gennaio 1895 per le ferite riportate il giorno precedente nel combattimento di Coatit (Eritrea).
Orfano dei genitori fu allevato dallo zio materno. Frequentò con profitto le scuole nell’antico Collegio dei Padri Scolopi della sua città natale ; quindi, a diciassette anni allievo della Scuola Militare di Modena, conseguiva, nell’agosto 1884, la nomina a sottotenente destinato al 71° reggimento fanteria. Nello stesso reggimento ottenne la promozione a tenente il 7 ottobre 1887.
Spinto dal desiderio di partecipare alle operazioni militari in Eritrea, partiva il 21 novembre 1888 per l’Africa destinato al 1° reggimento cacciatori del Corpo speciale. Fu in seguito in Asmara aiutante maggiore del colonnello Matteo Albertone e quindi ebbe il comando delle bande del Maitsade Gundet sul Mareb e, successivamente, di quelle dell’Oculè Cusai con le quali partecipò all’inseguimento dei dervisci dopo il combattimento di Agordat del 21 dicembre 1893.
Nominato nel luglio 1894 residente politico della regione dell’Oculè Cusai, da poco sottomessa, il 14 dicembre successivo fu imprigionato e relegato a Toconda dal Capo Batà- Agos ribellatosi e proclamatosi indipendente. Venne liberato dopo quattro giorni di durissima prigionia, sopportata con mirabile dignità, dall’energico intervento del maggiore Toselli che, nel combattimento di Halai, distruggeva i ribelli uccidendo lo stesso Batà- Agos.
Il Sanguineti raggiunto quindi Coatit partecipava, con la sua banda ed il battaglione Toselli, alle operazioni contro ras Mangascià e portava, il 13 gennaio 1895, i suoi uomini all’attacco contro le orde tigrine.
Ferito ad un braccio da una pallottola di fucile, incurante di sè, incitava con la maggiore fermezza i suoi uomini al combattimento. Un secondo colpo all’addome non ne fiaccava l’eroico ardimento e gli faceva fieramente rifiutare di essere allontanato dalla lotta.
Portato via a viva forza e trasportato nella vicina chiesuola, moriva il giorno successivo con la serenità dei forti, dopo avere sopportato con stoica fermezza le più atroci sofferenze.
Alla sua memoria, con r. d. 31 marzo 1895, fu concessa la medaglia d’oro al v. m. Dice la motivazione: Catturato dal ribelle Batà – Agos, sostenne fieramente la prigionia ; liberatosi, coadiuvò efficacemente all’occupazione di Adua ed alla sottomissione dell’Oculè Cusai. Sostenne con slancio e bravura l’attacco al fianco sinistro della posizione di Coatit; ferito mortalmente, volle rimanere sul campo e morì l’indomani lasciando in tutti ammirazione pel suo sereno eroismo. – Halai (Eritrea), 18 dicembre 1894- Coatit (Eritrea), 13 e 14 gennaio 1895.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1958,    p. 30.

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