PASTORELLI Giovanni

PASTORELLI GIOVANNI029di Attanasio e di Francesca Sassi, nacque a Nizza nelle Alpi Marittime il 29 marzo 1857 e morì nell’Ospedale Militare ex-turco a Tripoli il 6 dicembre 1911 per ferite riportate in combattimento.
Fu allievo della Scuola Militare di Modena ed ottenne la nomina a sottotenente di fanteria nel luglio 1879 con destinazione al 58° reggimento, ove ebbe anche la promozione a tenente e l’incarico di aiutante maggiore in seconda. Con la promozione a capitano il 18 aprile 1888, passò al 57° reggimento di cui fu anche aiutante maggiore in prima.
Promosso maggiore nel 91° fanteria nel luglio 1900, l’anno successivo passò a disposizione del Ministero della Guerra e nel dicembre 1905 con la promozione a tenente colonnello fu destinato al 76° reggimento.
Si distinse per coraggio ed abnegazione nel prestare opera di soccorso alle popolazioni calabro – sicule colpite dal terremoto del 1908. Promosso colonnello, il 5 febbraio 1911 assunse il comando del 40° reggimento.
Alla dichiarazione di guerra alla Turchia salpò da Napoli, col reggimento, il 9 ottobre. Sbarcato a Tripoli tra l’11 e il 12, raggiunse subito le trincee sul fronte meridionale della città, nel tratto compreso tra la batteria Sultania ed i pozzi di Bu Meliana.
Profilatasi una nuova minaccia turco – araba contro i trinceramenti intorno alla città dopo gli attacchi del 23 e 28 ottobre e 26 novembre, il colonnello Pastorelli fu inviato ad occupare Ain Zara, che si riteneva presidiata da un fortissimo gruppo di armati. Alla testa del suo reggimento, che formava l’avanguardia della colonna, il Pastorelli, verso le ore 6 del 4 dicembre, mosse verso il nemico. Giunto a circa quattro chilometri dalla località, fu preso sotto il preciso tiro di nutrita fucileria dal nemico appostato dietro piccole dune in un terreno variamente accidentato e che ben si prestava agli attacchi improvvisi. Disposto lo schieramento delle sue compagnie, in piedi fra i soldati che sovrastava con l’imponenza della sua persona, ordinò di rispondere al fuoco. Animosamente combattendo cadde colpito al braccio ed all’addome da pallottola di fucile.
Alla memoria dell’eroico ufficiale fu concessa la medaglia d’oro al v. m. con r. d. 8 novembre 1912. Dice la motivazione : Diede prova ammirevole di valore, trascinando con l’esempio, stando in prima linea, con l’avanguardia per meglio dirigerla, i reparti del suo reggimento sottoposto ad intenso fuoco nemico, e, sebbene ferito a morte, trovò nella sua energia e nell’alto concetto che egli aveva della sua missione, la tranquillità d’animo e la forza, nel cedere il comando al tenente colonnello, di raccomandare a tutti l’onore del reggimento e della sua bandiera, che egli aveva sempre tenuto alto. – Ain Zara (Libia), 4 dicembre 1911.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1958,    p. 100.

 

 

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