GRIFFINI Saverio

GRIFFINI001di Luigi e di Giuseppa Bassanini, nacque a S. Martino Pizzolano presso Lodi il 28 settembre 1802 e morì a Bosnasco presso Pavia il 17 dicembre 188.
Di agiata famiglia di agricoltori fu il primo decorato di medaglia d’oro al valor militare e lo fu proprio per il primo fatto d’armi della prima campagna.
Non ancora diciannovenne, studente universitario nella facoltà di filosofia dell’Ateneo pavese, era stato tra i cospiratori per la liberazione della Lombardia dal giogo austriaco; ricercato dalla regia-imperial polizia, era riuscito a passare in Piemonte dove aveva preso viva parte ai moti del 1821.
Esule in Ispagna, ivi aveva combattuto coi costituzionali, meritando onori e gradi. Il 14 settembre 1823, ferito al capo in combattimento, cadde prigioniero. Restituito in libertà e tornato a Milano, qui lo appostava la polizia austriaca: arrestato, processato e condannato nonostante la promessa amnistia, venne quindi esiliato ad Orio Litta, ove dedicandosi all’agricoltura attese tempi più fortunati per la sua Patria. Quando nel 1848 Milano insorse contro gli oppressori il Griffìni formò – assumendone il comando  – una legione di volontari lombardi che da lui prese il nome e con la quale il 5 aprile 1848 si attestò al ponte sull’Oglio per muovere in soccorso dei Milanesi. lvi raggiunto dal I Corpo dell’Armata sardo-piemontese, si mise agli ordini del generale. Bava che lo assegnò alla 1^ divisione per formare la compagnia bersaglieri colla quale partecipò alla campagna del 1848.
L’8 aprile si ebbe il primo combattimento, nel quale i bersaglieri regolari e i volontari si coprirono di gloria. In quella fausta giornata rifulse il valore del capitano Griffìni che fu decorato di medaglia d’oro con regio decreto 15 aprile 1848 per i molti servizi resi con la sua compagnia in osservazione sui movimenti de] nemico e per essersi condotto animosamente nella mischia durante il fatto d’armi di Goito.

Si distinse ancora il 16 maggio a S. Lucia. Ebbe inoltre un particolare encomio dal generale Salasco, per il fatto d’armi di Sommacampagna, e gli elogi del generale Bava per la bravura con cui aveva condotto la sua legionesotto Verona.
Promosso maggiore, colonnello e, poco dopo, generale di brigata, sempre per merito di guerra, venne inviato a Brescia ove assunse, il 29 luglio 1848, il comando della Piazza per la difesa della città.
In seguito all’armistizio di Salasco lasciò la città e, con le sue truppe, passò in Piemonte dove, ammesso co] suo grado nell’Armata sarda, venne incaricato dell’organizzazione della Divisione Lombarda, nella quale il 9 settembre 1848 assunse il comando della 2^ brigata.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1848 al 1870,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia,  [Grafischena], Roma 1950, p.22.

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