Fred GODDARD

Ufficiale dell’Aeronautica R.A.F. V.R.

 

Anzio. Prigionieri tedeschi

Anzio. Prigionieri tedeschi

La storia della Seconda Guerra mondiale non verrà mai completamente raccontata malgrado la quantità di libri pubblicati in materia. Molti dei milioni di uomini e donne che prestarono servizio in nome della patria in quegli anni fatidici conservano nel loro intimo qualche storia di valore, di estremo coraggio personale, spesso ben oltre le ragioni del dovere che non venne mai trascritta nei rapporti ufficiali. Tali storie di eroismo individuale vengono a conoscenza del pubblico soltanto di rado.

Una tra queste è la storia dell’Ufficiale Aviatore Fred Goddard, R.A.F. Fred Goddard nacque ad Oldham, figlio di George e Mary Ellen Goddard di Oldham, Lancashire. Si arruolò alla Royal Air Force Volunteer Reserve prima della guerra e a settembre del 1939, ricevette la chiamata a entrare in servizio regolare. A gennaio del 1943 venne mandato in Nord Africa come operatore tecnico di un nucleo radar e comunicazioni, il 8012 A.M.E.S. A campagna chiusa in Tunisia, l’Unità venne trasferita per l’invasione della Sicilia. A gennaio del 1944, il Sig. Goddard e gli uomini sotto il suo comando vennero mandati a Ponza, un’isoletta al largo della costa occidentale dell’Italia, poche miglia da ANZIO. Il compito loro assegnato era di predisporre sistemi di comunicazioni radar e radio in preparazione dell’invasione programmata di Anzio. Detta invasione ebbe luogo la notte del 22 gennaio 1944, e dalla postazione elevata a Ponza, il Sig. Goddard e compagni videro l’enorme armata di navi cariche di soldati americani ed inglesi pronti a sbarcare sulle spiagge di Anzio e Nettuno.

In certe descrizioni Anzio è ritenuta forse la battaglia più cruenta della guerra. Molti tedeschi vennero fatti prigionieri e causa della ristrettezza della Testa di Ponte, i prigionieri vennero imbarcati su mezzi da sbarco e portati a Napoli a Sud. La notte del 25 febbraio 1944 ci fu un temporale violento al largo davanti ad Anzio, e uno tra tali mezzi da sbarco, un L.S.T. americano entrò nella modesta baia di Ponza in cerca di riparo. Il temporale peggiorò nella notte e il mezzo perse l’ancoraggio e venne scagliato sulle rocce. Poco dopo iniziò a spezzarsi e quelli a bordo vennero buttati in mare. L’Ufficiale Aviere Goddard e gli uomini della sua unità, uniti ad alcuni residenti della zona, entrarono in acqua e portarono molti dei tedeschi a riva. Fred Goddard nuotava forte, entrò in mare innumerevoli volte e rientrò ogni volta con un soldato tedesco. Seppur stremato dallo sforzo, non ne volle sentire di mollare. Alla fine non ebbe più la forza di resistere alla risacca e venne trascinato in acque profonde e annegò. Il cadavere venne trovato sulla spiaggia dieci giorni dopo. Fu sotterrato al cimitero locale di Ponza ad una cerimonia sgombra e commovente. I Sig. Jack Lees, di Rawdon, Leeds, e Jim Alder, di Cowley, vicino Oxford, entrambi colleghi del Sig. Goddard, ricordano chiaramente l’avvicendarsi della notte e lo spiccato coraggio ed eroismo dell’amico. In totale, durante la notte vennero tratti in salvo novanta prigionieri tedeschi, molti dei quali dovettero la vita a quest’uomo valoroso. Al funerale del Sig. Goddard venne suonata “The Last Post” da Jim Alder, un musicista in vita civile. Suonò una tromba trovata sull’isola qualche giorno prima dal Sig. Goddard. Successivamente la salma fu trasferita alla penisola e ora giace al Naples War Cemetry, un cimitero curato intimamente dal personale del luogo della War Graves Commission.

Mentre commemoriamo il cinquantesimo anniversario della Battaglia di Gran Bretagna, uniamoci nel ricordo di Fred Goddard. Non cadde nel furore del combattimento nel campo della mattanza, né nell’abitacolo di una Sputafuoco. Diede la vita affinché altri potessero vivere, senza badare alla propria sicurezza. Gli uomini che egli trasse in salvo erano militari tedeschi che soltanto pochi giorni prima ci sparavano addosso. Un’illustrazione di compassione per noi tutti. Manchester e soprattutto Oldham possono ricordare loro figlio orgogliosamente.

Share this... Condividi su ...
Share on Facebook
Facebook
8Share on Google+
Google+
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email