Jack CARLESS

Armiere/Secondo Capo Sergente
Classe 1919 : H.M.S. Penelope

Affondata il 18 febbraio 1944 dall'U-410

La H.M.S. Penelope verrà affondata, a largo di Anzio,  il 18 febbraio 1944 dall’U-410

La Penelope navigava da Napoli ad Anzio, a sostegno delle truppe che tentavano di stabilire una testa di ponte, un viaggio che avevamo fatto già molte volte in precedenza. L’equipaggio si trovava ai posti d combattimento; io stavo fuori la trasmittente radar 283, a prua, a parlare con il Secondo Capo Sergente John Manser di quale lavoro, tempo permettendo, avremmo svolto in quella giornata. Stavamo un po’ defilati verso il centro della nave all’altezza del baffle del cannone di 4 pollici. Senza nessun avviso la nave fu colpita da siluri a sinistra, più o meno centralmente. La Penelope iniziò ad inclinarsi molto verso sinistra e se non erro, si diffuse il fischio di “Ai posti di combattimento, scaricare peso in superficie a sinistra.” Un tentativo di raddrizzarsi. La Penelope fu centrata da altri siluri prima che ordine fosse espletato. Nel giro di pochi minuti la poppa si iniziò ad inabissare e il risucchio stava trascinando sott’acqua me e John. Ci aggrappammo disperatamente alla superficie in alto del baffle del cannone di 4 pollici. 20 – 30 piedi sott’acqua la forza del risucchio si attenuò, mollammo la presa e risalimmo in superficie afferrando pezzi di relitti galleggianti. John Manser sbucò al mio fianco. La nave ancora in parte galleggiava. Poco dopo, 2 o 3 minuti, la prua della Penelope si alzò in verticale, e le prue si stagliavano sopra il mare. In circostanze diverse una vista splendida! Poi si inabissò velocemente e accadde qualcosa ancora da confermare. Mentre la nave si stava inabissando, con l’albero maestro parallelo alla superficie del mare, l’osservatore saltò giù dalla coffa. Non so se gli occhi mi abbiano tradito, né se il mio commilitone sopravisse. Spero proprio di sì!

Ormai non c’era più nulla e io e John ci guardammo intorno per valutare la nostra situazione. Nelle vicinanze c’era un accumulo di tre forse quattro galleggianti, parte delle reti anti-siluro che vengono dispiegate quando si sta ancorati in porto. In tre, io, John e un Royal Marine ci siamo avvicinati ed aggrappati ad essi. Non ricordo di aver visto altri marinai li vicino. Dopo molto tempo in mare un puntino comparve all’orizzonte; Alleluia, una nave, non importa quanto piccola. Decidemmo di avvicinarcisi. Dopo una nuotata di un ventina di metri cambiai idea e tornai dall’accumulo di galleggianti. Per mia fortuna erano rimaste attaccate ai galleggianti delle reti di ferro anti-siluro che ressero i miei piedi mentre stendevo il mio corpo sui galleggianti.

Il mio ricordo successivo risale a molte ore dopo. Ero svenuto e inconsapevole della mia situazione. Aprii gli occhi e circa due piedi sopra la testa c’era una paratia. Dal rullio capì che ovunque mi trovassi, si galleggiava; ero sempre su un’imbarcazione. Mi girai e lì sul ponte c’erano quattro militari che giocavano a carte intorno ad una scatola. “Si sta riprendendo, Signore.”, gridò uno di loro. Il suo ufficiale mi scrutò e disse, “Stai fermo, tieniti caldo, starai bene.” Stavo sotto un mucchio di coperte e scoprì di essere completamente nudo e cosparso dalla testa ai piedi di viscoso olio motore nero. Ore dopo, la nave da sbarco rientrò a Napoli. Sbarcai a piedi, aiutato, con indosso un cappotto e un paio di scarpe di tela prestatimi da uno dei militari. Ci imbarcammo su una nave da crociera italiana fuori servizio. Nel salone c’erail barile di Rhum (“Dio salvi il Re”). Tra gli altri c’erano due miei commilitoni, Tony Rowlands and Barney. Fantastico! Dopo una misura abbondante mi fu dato un “Sacco biancheria Croce Rossa” contenente un pigiama, carta da scrivere e una matita, un sapone, un asciugamano piccolo e altre cosette utili. Dopo giorni, ancora vestito del pigiama blu, tornai a Malta su una nave da crociera italiana.

Un’altra cosa che ricordo è che quando la Penelope s’inabissò indossavo il “giubbotto di salvataggio gonfiabile” intorno ai fianchi. Per tutto il tempo trascorso in mare non l’ho mai gonfiato!

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