L. SMALE

La vita sotto tiro

La stazione di Campoleone, oggi.

La stazione di Campoleone, oggi.

Per noi anti-carristi la vita si svolgeva principalmente in trincea e di giorno, sotto osservazione continua, non ti potevi spostare, andavamo in giro piegati in avanti. Questa posizione la chiamavo il ripiegamento Anzio. Se uno si spostava durante il giorno arrivava l’urlo: “Giù quella maledetta testa”. Tutti i giorni succedeva qualcosa e credo che tutti quelli che stavano alla Testa di Ponte potrebbero scrivere un libro sull’esperienza.

Il 3 febbraio, sulla strada da Anzio a Albano siamo stati circondati dal nemico vicino al terrapieno ferroviario di Campoleone. Eravamo convinti di finire in un Stalig, i ringraziamenti vanno alla 168ma Infantry Brigade che sbarcò ad Anzio e aprì la strada per tirarci fuori. Il 18 febbraio il nemico ebbe la meglio e vedemmo la sopraelevata sulla Via Laterale che conduceva a Padiglione. Eravamo accampati in una fattoria, credo la prima a destra, all’incirca 200 metri dalla sopraelevata. Avevamo sistemato il cannone nel retro della fattoria a circa 50 metri dalla stalla. Fu quello il giorno in cui il nemico tentò di respingerci in mare. La stalla fu bombardata e alle 05.00 fummo sopraffatti. Per gran parte della giornata rimanemmo accovacciati nella Via Laterale e poi i nostri ragazzi contrattaccarono. Per prime le cartucce fumogene e il nemico ci fece muovere e ritirare assieme a loro verso la zona della Fabbrica. Quando il fumo si addensò, riuscimmo a correre verso destra e a saltare giù in un fosso in mezzo al campo. Percorremmo circa cento metri a gattoni, poi un Ufficiale levò timidamente il casco e urlammo “Siamo britannici”. Dalla strada sentimmo una voce inglese “Spostatevi di qua presto”. I ragazzi avevano ripreso la strada di nuovo.

Secondo me stavamo molto meglio da quest’altra parte della sopraelevata – potevamo scavare le buche. Dall’altra parte il terreno era zuppo e dovevi costruire le difese con quello che si trovava a portata di mano. La posizione peggiore dove siamo rimasti per un po’ era la via Death End, con le sue mine, ambulanze, camion – tutto ai lati della strada e il tanfo dei cadaveri. Spero di fare visita alla Testa di Ponte in un futuro prossimo. Due luoghi che mi piacerebbe visitare sono la fattoria (o il sito che occupava) sulla Via Laterale a destra della sopraelevata, e il cimitero di guerra ad Anzio.

Secondo me, tutti quanti, compresi i cuochi al bosco Padiglione, lontani dal fronte della Testa di Ponte, sono rimasti traumatizzati. In conclusione ritengo sia stata una guerra piuttosto futile.

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