Stanley COCKING

Marinaio comune : matricola P/JX 565412
Classe 1925 : Nave H.M.S. Penelope

2guerr3951

La H.M.S. Penelope fuoco su Anzio

Ad Algeri sentimmo voce di un’invasione imminente. Attraccammo a Malta e al momento di ripartire si aggiunsero altre navi – cacciatorpedinieri e una nave americana da guerra – superammo la Sicilia – poi a Messina altre navi ancora – le L.S.T., mezzi da sbarco carri armati si sono aggiunti e noi eravamo una nave tra le tante della flotta dell’invasione!!

Era notte e non ricordo se c’era la luna, ma riuscivo a vedere le sagome di tante navi. Anzio finalmente – mezzi da sbarco in posizione – e l’inizio del massiccio tiro di sbarramento – stavamo al largo a fare fuoco – non si vedeva nulla di cosa stava succedendo a riva – prendevamo di mira l’artiglieria tedesca in collina sopra la testa di ponte – ad intervalli eravamo informati via radio degli avvenimenti. Stavamo in posizione alle mitragliatrici di 4 pollici in attesa di aerei nemici. Alzai lo sguardo al cielo sopra Anzio – i nostri bombardieri che volavano in formazione dal mare verso Nord oltre Anzio – Il tiro assassino dell’anti-aerea nemica era terribile. Ma volarono senza deviare rotta – apparentemente imperterriti – molti presero fuoco e esplosero cadendo dal cielo avvitandosi su se stessi. Non dimenticherò mai il coraggio di quegli avieri.

All’età di 18 anni ero impressionato da quello che mi stava succedendo intorno. Non ricordo quanti giorno siamo rimasti lì ma quando terminarono le munizioni rientrammo a Napoli a caricarne ancora, e questo varie volte.

Con la testa di ponte più o meno pienamente operativa, la Penelope si diresse a Sud di Anzio per cannoneggiare il nemico dando così appoggio all’Ottava Armata nel tentativo di raggiungere i ragazzi ad Anzio.

Più di una volta in quel febbraio del 1944 entrammo in una bella cala riparata per cannoneggiare tanto da far felici tutti – Fritz ne ebbe abbastanza – fece arrivare un cannone “G” e rispose al fuoco. Rilasciammo una cortina fumogena e ci allontanammo ad una distanza più sicura – poi, a fuoco concluso tornammo al punto di prima e aprimmo di nuovo fuoco col nostro cannone “G” – rientro a Napoli per rifornimento munizioni e ritorno ad Anzio – alle 06.00 del 18 febbraio fummo centrati da un siluro – due volte – uno scoppio enorme e la nave si spezzò in due – affondata.

Ma quella è un’altra storia.

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