DE FLOTTE Paolo

DE FLOTTE PAOLO041di Francesco e di Luisa Boutainvilliers de Croy, nacque a Landernau in Bretagna il 1° febbraio 1817 e mori in combattimento a Solano il 22 agosto 1860.
Discendente da antica e nobile famiglia bretone, seguì la carriera delle armi per sentimento e per tradizione.
Allievo nella Scuola Navale di Brest nel 1832, fu promosso guardiamarina nel 1846 e venne destinato al Ministero per la realizzazione di un suo progetto di macchina a vapore.
A Parigi, la rivoluzione del 1848 lo trovò tra i primi sulle barricate a sostenere con la voce e con l’esempio i diritti del popolo. Per la sua partecipazione ai moti, poichè era ancora ufficiale in servizio attivo, fu sottoposto a procedimento penale militare e condannato.
Dette nel 1849 le dimissioni dalla Marina per dedicarsi alla politica e fu eletto deputato all’Assemblea legislativa nel 1850.
Dopo il colpo di Stato di Napoleone Bonaparte del 2 dicembre 1851, il De Flotte, che aveva firmato con altri 20 repubblicani l’appello al popolo col quale incitava alla rivolta, fu espulso dalla Francia e si rifugiò prima in Belgio e poi in Svizzera.
Nel 1860, all’annunzio della spedizione dei Mille in Sicilia, chiese di potervi partecipare con alcuni compatrioti: Garibaldi accettò l’offerta e lo ebbe, da allora, molto caro.
Il 20 luglio 1860, col grado dì capitano volontario comandante la compagnia francese, fu aggregato alla 16^ divisione Cosenz dell’Esercito dell’Italia meridionale.
Quello con gran barba, un po’ curvo, vestito di scuro era De Flotte. Camminava a lato di Specchi e come vecchi amici parlavano tra loro. De Flotte è una di quelle persone la vita delle quali si indovina alla mestizia serena che hanno in tutto l’essere. Così lo descrive Cesare Abba nel suo volume di memorie Da Quarto al Volturno.
Promosso maggiore, provvide nei primi giorni di agosto del 1860 a requisire e riunire al Faro, presso Messina, circa 200 barche per il trasporto in continente delle forze garibaldine.
La notte sul 22 agosto con la compagnia prese terra a Favazzina, respingendo a fucilate alcune pattuglie borboniche. Proseguì rapidamente verso il villaggio di Solano, a 6 km. dalla costa, che era presidiato da un reparto di cacciatori. Nell’assalto alla baionetta un colpo di fucile a bruciapelo colpì alla tempia il De Flotte, che cadde sul campo. Alla sua memoria fu concessa la medaglia d’oro al valor militare con regio decreto 12 giugno 1861 per essersi distinto nel combattimento di Solano ove rimase estinto.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1848 al 1870,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia,  [Grafischena], Roma 1950, p.122.

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