QUINTINI Pietro

QUINTINI PIETRO058di Alessio e di Maria Grassetti, nacque a Roma il 24 agosto 1814 e morì a Terni l’8 febbraio 1865.
Iniziò la carriera delle armi nelle truppe pontificie. Con il grado di sottotenente del 1° battaglione cacciatori, nel 1831, prese parte alla difesa di Rieti e, il 20 gennaio 1832, al fatto d’armi di Cesena.
Nel 1833 si rese benemerito concorrendo a sedare un movimento politico in Roma e fu decorato della medaglia d’oro dal Governo Pontificio. Nel maggio 1843, per essersi distinto nella repressione d’un movimento sedizioso fra militari nella caserma di Spoleto, ottenne una medaglia d’argento.
Ebbe il grado di maggiore nel 1848 e prestò servizio nel 3° reggimento fucilieri. Ma, nel novembre dello stesso anno, partecipò alla insurrezione e aderì alla Repubblica Romana. Promosso tenente colonnello nell’Armata repubblicana, nel maggio 1849, fu allo Stato Maggiore Generale e combatté per la difesa di Roma il 24 giugno rimanendo ferito al ginocchio sinistro. Fu decorato della medaglia d’argento commemorativa della repubblica.
Chiese la dispensa dal servizio nel luglio 1848, alla restaurazione del Governo Pontificio.
Dieci anni dopo, all’inizio della seconda guerra d’indipendenza, si arruolò, col grado di maggiore, nel 3° reggimento Cacciatori delle Alpi e per il valore dimostrato nel combattimento di Varese, il 26 maggio 1859, ottenne la nomina a cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
Passato nelle truppe dell’Emilia, con l’Esercito della Lega delle regioni dell’Italia centrale, comandò il 22° reggimento fanteria, divenuto poi 40° dell’Esercito sardo, e si segnalò nella campagna del 1860-1861. Il 26 settembre 1860, nei combattimenti di M. Pelago e M. Pulito, durante l’assedio di Ancona, ottenne la nomina ad ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Inviato nell’Italia meridionale con il suo reggimento combatté il brigantaggio. In tale

occasione il Quintini dette prova di coraggio e di bravura. La medaglia d’oro al valore militare, concessagli con regio decreto 1° giugno 1861 lo premiò per l’intelligenza, l’energia ed il valore spiegato nel Cicolano e nella Marsica nel respingere combattendo le bande reazionarie.
Promosso maggior generale nel 1861 comandò la brigata Alpi. L’anno successivo fu insignito della commenda dell’Ordine Militare di Savoia perchè il 3 gennaio con molta accortezza, coraggio ed energia lodevolmente diresse le operazioni e dette esempio di valore nel ristabilire l’ordine a Castellamare di Sicilia.
Ancora in attività di servizio, l’8 febbraio 1865, morì in seguito ad incidente di equitazione in Terni dove comandava la brigata Abruzzi.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1848 al 1870,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia,  [Grafischena], Roma 1950, p.156.

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