DANIELI Antonio

n. a Pago (Dalmazia) il 27 luglio 1926  (Wikipedia). Partigiano combattente.

Maggiore di sei fratelli di una modesta famiglia dalmata, dopo aver frequentato la terza classe nella Scuola industriale a Zara, ancora giovanetto fu apprendista meccanico a Treviso, dove la famiglia si era trasferita alla dichiarazione della seconda guerra mondiale. In seguito agli avvenimenti veriflcatisi dopo l’armistizio dell’8 settembre ,1943, si diede con tutto il giovanile entusiasmo alla lotta clandestina della resistenza in una formazione partigiana nel Trevigiano.

Partigiano diciottenne si batteva valorosamente in montagna e in pianura senza mai risparmiarsi e sempre primo ove più ferveva la lotta. Partecipava a numerosi audaci colpi di mano e ad ardite azioni dì sabotaggio, di esempio ai compagni per ardore combattivo e per supremo sprezzo del pericolo. Offertosi volontario per compiere una rischiosa missione in una zona controllata dal nemico, veniva catturato e sottoposto ad inumane sevizie perché denunciasse i nomi dei compagni di lotta. Le giovani carni furono dilaniate e bruciate con tizzi ardenti, i suoi occhi furono strappati col freddo acciaio delle baionette, ma dalla sua bocca non uscì che la sola invocazione per la Patria amata ed al grido di Viva l’Italia! offrì il sacrificio della sua giovane esistenza. Vascon di Carbonera, 16 novembre 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 571.