GONZAGA del VODICE don Ferrante

n. a Torino il 6 marzo 1889 Wikipedia). Generale di Brigata in s.p.e. (servizio permanente effettivo).

Figlio del generale principe don Maurizio, due volte decorato di Medaglia d’Oro nella prima guerra mondiale, uscì sottotenente di artiglieria nel 1909 dall’Accademia di Torino. Frequentata la Scuola d’applicazione d’arma e promosso tenente nel 1912, fu assegnato al 50 reggimento artiglieria da campo a Venaria Reale. Nello stesso anno partiva per la Tripolitania al comando della 1^ batteria indigena da montagna con la quale partecipò alla conquista del Fezzan. Rientrato nel 1914 al 5° da campagna e promosso capitano nell’aprile 1915, partecipava dal maggio successivo alla guerra contro l’Austria Ungheria al comando di batteria, e poi come ufficiale in servizio di S.M. (Stato Maggiore) alla 7^ Divisione di fanteria, riportando due ferite in combattimento. Ultimata la guerra col grado di maggiore (1918) nel 25° artiglieria, frequentò i corsi della Scuola di guerra dal 1923 al 1925. Fu destinato nel 1926 al Comando del C.A. (Corpo d’Armata) di Roma e quindi al 13° reggimento da campagna nell’aprile 1927, dove nello stesso anno ottenne la promozione a tenente colonnello. Trasferito nel corpo di S.M. nel 1929, prestò servizio fino al 1934 al Comando della Divisione di Genova e al C.A. di Firenze. Nel novembre 1935 fu incaricato del comando del 1° reggimento artiglieria Cacciatori delle Alpi e ne divenne titolare con la promozione a colonnello nel 1936. Dal 1938 al giugno 1940 fu Capo di S.M. della Divisione Acqui in Merano. Durante la seconda guerra mondiale comandò l’artiglieria del XIII C.A. e, come generale di Brigata, l’artiglieria del XXV C. d’A. in Albania. Il 10 febbraio 1943 assumeva il comando della 222^ Divisione costiera nella zona di Salerno. Era insignito anche della medaglia d’argento al valore di marina. Nel novembre 1921, conseguì la laurea in ingegneria industriale, meccanica, elettrotecnica presso il Politecnico di Torino.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Carpeneto – Pozzuolo, ottobre 1917); M.B. (Medaglia Bronzo) (Monte Zera, agosto-settembre 1915); M.B. (Fossalta del Piave, giugno 1918); Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Val Brenta, ottobre 1918).

Generale comandante di una divisione costiera, avuta notizia della firma dell’armistizio tra l’Italia e le Nazioni Unite, impartiva immediatamente gli ordini del caso per opporsi ad atti ostili da parte delle truppe germaniche, pronto a tutto osare per mantenere fede alla consegna ricevuta dal Governo di S.M. (Sua Maestà)  il Re. Mentre si trovava con pochi militari ad un osservatorio, invitato da un ufficiale superiore germanico – scortato da truppa armata ad ordinare la consegna delle armi dei reparti della Divisione, opponeva un reciso rifiuto. Minacciato a mano armata dall’ufficiale germanico, insisteva nel suo fermo atteggiamento e portando a sua volta la mano alla pistola, ordinava ai propri dipendenti di resistere con le armi alle intimazioni ricevute, quando una scarica di moschetto automatico nemico l’uccideva all’istante. Chiudeva cosi la sua bella esistenza di soldato, dando mirabile esempio di elevate virtù militari, cosciente sprezzo del pericolo, altissimo senso del dovere. Buccoli di Conforti (Salerno), 8 settembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 280.