MENCONI Gino

nasce il 13 maggio 1899 ad Avenza frazione di Carrara (Massa Carrara) (https://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Menconi). Partigiano combattente.

Dottore commercialista, insegnante di economia politica nell’Istituto tecnico di Chiavari, partecipò giovanissimo alla prima guerra mondiale come sottotenente di complemento nel 233° reggimento fanteria e come tenente nel 72° reggimento della Brigata Puglie. Nel 1926 fu costretto ad espatriare per i suoi ideali politici. Rientrato in Patria clandestinamente nel 1931, venne arrestato e condannato al carcere al confino politico. Liberato nel luglio 1943, dopo l’armistizio dell’8 settembre organizzò e dette vita ad Avenza al Comitato di Liberazione Nazionale. Trasferitosi a Firenze, creò le formazioni partigiane del Mugello, del Casentino, dell’Aretino e della Maremma. Costituì infine la Divisione Arno comandata in seguito dal Barducci, noto sotto lo pseudonimo di Potente. Nel maggio 1944 si trasferì a Parma, commissario politico della Delegazione Nord Emilia. Fu arrestato a Bosco Corniglio dove presiedeva un convegno di rappresentanti delle forze partigiane della regione.

Tipico combattente per la causa della Libertà, sopportava senza deflettere la persecuzione ed il carcere cui il fascismo oppressore lo condannò. Liberato, offriva braccio e mente alla Patria in pericolo. Infaticabile costituì una Brigata partigiana con la quale si oppose strenuamente all’invasione tedesca, presente sempre in ogni combattimento, animato dalla sua fede indistruttibile nella giustizia sociale. Creatore di numerose formazioni partigiane, le loro gesta furono specchio del suo sublime valore. Tradito, veniva attaccato proditoriamente da un reparto di SS. e crivellato di colpi prima ancora di difendersi. Ma quell’anima indomita si levava in uno scatto leonino sulle membra straziate e, solo, impegnava un’impari lotta col bieco nemico, scagliandogli contro, in segno di estremo disprezzo ad avvenuto esaurimento delle munizioni, l’inutile arma automatica. Atterrato, stretto nei vincoli, era cosparso di benzina ed arso vivo. Fiaccola ardente di fede, illumina la vita di tutto un popolo. Bosco Corniglio, 17 ottobre 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 562.