Gruppo VITI

Il Gruppo “Viti” si costituì nell’ottobre 1943, per l’attiva propaganda e la feconda iniziativa del Tenente Colonnello Vincenzo TABOCCHINI. Quando aderì al Fronte Clandestino – nel dicembre dello stesso anno era già una fervente organizzazione patriottica, inquadrata su sei Sottogruppi: “Augias”, “Ciani”, “Babbi”, “Martinelli”, “Bocconi”, “Modesti” ai quali, nel gennaio 1944, si aggiunse il Sottogruppo “De Angelis”, forte di 150 uomini.
I Sottogruppi, a seconda della forza, erano divisi in due o più Nuclei. Le prime riunioni dei promotori, furono tenute in casa del 1° Aviere Marco BRADDE e in una piccola latteria di sua proprietà. in Via dei Delfini 45, Successivamente, con l’ingrossarsi delle file, i collegamenti divennero più frequenti, si intensificarono i contatti fra il Comandante del Gruppo ed i dipendenti Capi Nucleo o Sottogruppi, stabilendo anche riunioni periodiche in luoghi prefìssati. Come punto di ritrovo servì spesso la stessa abitazione del Tenente Colonnello Tabocchini. Considerata l’ingente forza del Gruppo si rese necessaria la costituzione di uno speciale Nucleo, che costituì il Comando del Gruppo, composto da elementi alle dirette dipendenze del Comandante, con il quale direttamente collaboravano. Il Comando Gruppo aveva i seguenti compiti:

– riunire il lavoro di comando, organizzazione, propaganda ed assistenza ai Sottogruppi;
– tenere I collegamenti col Comando della Banda;
– coordinare l’attività dei Sottogruppi operativi, assegnando compiti ed elaborando iniziative per la lotta clandestina, in relazione alla situazione politico-militare di Roma;
– accentrare e dirigere il servizio informazioni militari, specie quello organizzato nelle retrovie dei fronti di Anzio e di Cassino;
– diramare, al personale inquadraio, a mezzo telefonate convenzionali, tutte le notizie utili segnalate dal controspionaggio.

I Sottogruppi, secondo le direttive del Comando Gruppo, svolsero attività di propaganda e di assistenza, servizio informativo e di controspionaggio, nonché azioni di disturbo atte ad intralciare l’attività logistica del nemico.
Per la propaganda si prodigarono tutti i gregari, specialmente i Capi Nucleo, che riuscirono ad inquadrare tutto quel personale fatalmente destinato a finire nelle file repubblichine, sia per i dubbi che gravavano sulle coscienze, sia per l’esempio che proveniva dal quotidiano asservimento alle forze repubblichine di Ufficiali che fino allora avevano goduto di indiscusso prestigio, sia per le difficoltà finanziarie in cui tutti versavano.
L’azione del Comando, affiancata dai Comandanti di Sottogruppo e di Nucleo, nonché da molti elementi particolarmente distintisi per entusiasmo e capacità, valse a migliorare le condizioni di vita del personale inquadrato, assistito con sussidi in danaro e con altre forme di previdenza, come la distribuzione di documenti civili e militari, di identità, carte annonarie ed altri documenti appositamente falsificati, o carpiti alle autorità repubblichine. Molti affiliati ospitarono, per lunghi mesi, nelle loro abitazioni, avieri che non avevano la possibilità di raggiungere le loro famiglie e diedero ad altri i mezzi per attraversare le linee, fornendoli di abiti civili e di aiuti finanziari.

L’attività informativa fu svolta:

– dal Sottogruppo Babbi, che segnalò: concentramenti di truppe e di mezzi nelle zone di Lanuvio e Frascati; depositi di materiali e officine mobili nella zona del Lago di Bracciano, precisando l’attività dei reparti dislocati sugli aeroporti di Vigna di Valle, Cerveteri, Furbara e fornendo dati. precisi circa gli impianti fissi e i depositi di carburante sugli stessi; dal Sottogruppo Bocconi, che effettuò il controllo del movimento dei reparti e mezzi tedeschi sulle strade di Orvieto e Rieti;
– dal Sottogruppo Martinelli, che fornì informazioni relative ad alcune postazioni di artiglierie in approntamento sui Colli Albani ed alla individuazione dì un treno blindato tedesco, di cui precisò la composizione, il rifugio in galleria (Ciampino) e l’attività notturna. Mentre il primo compito venne espletato da gregari, le ricognizioni e quest’ultima segnalazione, che comportavano maggiori rischi, vennero effettuate personalmente dal Comandante del Sottogruppo Tenente Francesco MARTINELLI;
– dal Sottogruppo Modesti, che svolse un discreto servizio informazioni sui movimenti di truppe nelle vicinanze di Roma e, particolarmente, sul traffico degli scali ferroviari Termini, Tuscolana e Ostiense. Segnalò inoltre l’aumentata attività del deposito munizioni di Acquasanta;
– dal Sottogruppo Ciani che, incaricato del controllo degli scali ferroviari di Roma-Ostiense e Trastevere, fornì dati statistici abbastanza precisi sul traffico che si svolgeva negli stessi. I bombardamenti alleati, in epoca in cui stazionavano allo scalo Ostiense treni carichi di munizioni, dicono dell’esattezza delle .notizie fornite.

All’attività di controspionaggio si dedicarono quegli elementi del Gruppo che, per le loro particolari conoscenze, e per le loro attitudini potevano, meglio degli altri, svolgere positive indagini.
Il Sottogruppo Augias si avvalse dell’opera del Tenente Fernando DI MATTEO che, attraverso conoscenze negli ambienti di polizia, poteva avere informazioni sui predisposti rastrellamenti. In uno di questi i fratelli ALESSANDRINI, Capitano Vinicio e Tenente Mario, con abile e rischiosa manovra, facevano fallire la cattura di una cinquantina di cittadini caduti inavvertitamente in una “retata”, divincolandoli con scaltrezza dalle strettoie della polizia.
Il Sottogruppo Ciani, su incarico del Comando Gruppo espletò parti colari indagini sul personale dell’Aeronautica sospetto, o palesemente aderente alla repubblica, specie, quando fu segnalato l’arrivo di militari dell’Arma, inviati a Roma con l’inc arico di individuare coloro che non avev ano ubbidito ai bandi di presentazione e di trasferimento.
Per opera personale del Tenente Franco MARTINELLI si ebbero continue e precise informazioni a carattere politico sulla federazione fascista di Palazzo Braschi e si conobbero, con proficuo anticipo, speciali ed inattese retate aventi lo scopo di procacciare lavoratori all’organizzazione Todt.
Il Sottogruppo Babbi, oltre a fornire notizie di carattere politico è militare avute da propri dipendenti, che erano in contatto con operai del Servizio del Lavoro, svolse una proficua opera di assistenza a favore dei prigionieri alleati evasi, ad alcuni dei quali l’O.T. Rolando ROSINI, dette anche asilo.
Con azione personale il Capogruppo si teneva in contatto confidenziale con il Tenente Colonnello di S.M. Cesare BONZANI – Capo Gabinetto della Città Aperta di Roma – per tutte quelle informazioni che interessavano il Comando del Fronte (bandi, elenchi del personale denunciato, proponimenti del Comando tedesco relativamente alla cittadinanza romana, direttive del comando forze armate repubblichine, ordini di Graziani relativi ai militari alla macchia ecc.) e per tutte quelle notizie di carattere militare che era possibile ottenere.
Notizie circa gli intendimenti della Direziione Generale di P.S., furono raccolte dal Tenente Colonnello Tabocchini, tramite il Tenente Salvatore COZZOLINO, in relazione col Commissario di P.S. BILOTTI, addetto al Gabinetto del vice capo di detta Direzione. Fu a mezzo di questo Ufficiale che si venne a conoscenza dell’ordine segreto, dato dalla polizia repubblichina, di sequestrare titoli e valori appartenenti al Fondo-Culto, e dei patrimoni non riuniti ex-economali. Datane notizia alle Autorità Vaticane – tramite il Cardinale Gasparri – i predetti valori vennero tempestivamente messi al sicuro.
Al sabotaggio dell’attività logistica e di collegamento del nemico, si dedicò il Sottogruppo Babbi per la specifica competenza dei propri elementi, già dipendenti dalla Direzione Telecomunicazioni, presso cui il Tenente Colonnello Casimiro BABBI aveva già espletato mansioni direttive. I più animosi furono impiegati nel sabotaggio dei collegamenti (filo) delle FF.AA. germaniche e repubblichine e per l’occultamento di materiale e documenti particolarmente importanti.
Il Capo Tecnico Ivo BANDIERA e l’O.T. guardia-fili Costantino TALDONE asportarono ingente materiale telefonico – e sabotarono i collegamenti nemici tra Lanuvio e Frascati. Ciò, oltre a provocare notevole disservizio nel traffico militare, costrinse i tedeschi a distaccare personale a guardia delle linee telefoniche di quella zona.
Il Tenente G.A.r.a.t. Giovanbattista ROVELLl, con la collaborazione dell’Assistente Tecnico Ulderico MAZZUCCHI, accantonò l’archivio tecnico della Direzione Telecomunicazioni della 3″ Squadra Aerea e distribuì, per l’occultamento, a personale fidato, un notevole ‘quantitativo di materiale per collegamenti, riuscendo così a sottrarlo ai tedeschi.
L’O. T. guarda-fili Rolando ROSINI effettuò efficaci atti di sabotaggio sulle linee telefoniche tedesche nei dintorni di Vigna di Valle, Bracciano, Cerveteri, Furbara e diede asilo a prigionieri alleati evasi da campi di concentramento. Il Rosini, poi deceduto, è stato proposto per una ricompensa al V. M.
Una squadra di operai civili, diretta dagli OO.TT. Vincenzo BARDIA e Angelo CONTI, rese vana l’opera di demolizione di importanti collegamenti in cavo armato, di proprietà dell’Aeronautica, e possibile l’asportazione di materiale di collegamento di ingente valore. Nascose inoltre, negli scantinati del Ministero dell’Aeronautica, diverse casse contenenti disegni, piante e progetti di particolare importanza.
All’attività sopraddetta, il Gruppo “Viti” aggiunse una intensa attività organizzativa ed operativa svolta dal Sottogruppo De Angelis, entrato a far  parte del Fronte nel gennaio 1944.
Questo Sottogruppo, che annovera nelle sue file due Caduti, proposti per la Medaglia d’Oro al V. M. “alla memoria” e alcuni feriti in combattimento, formò il nerbo principale del Gruppo “Viti”, sia per numero che per combattività del personale inquadrato.
Esso allineò la sua attività a quella degli altri Sottogruppi, continuando però a mantenere una certa autonomia, sia per l’ottima organizzazione raggiunta in quattro mesi di,vita, sia per la sua particolare fisionomia, essendo formato in prevalenza da Arditi paracadutisti particolarmente addestrati alla guerriglia ed al sabotaggio.
Il Sottogruppo si può considerare costituito il 9 settembre 1943, giorno in cui il Capitano Ardito Paracadutista Araldo DE ANGELIS condusse il proprio Battaglione di Paracadutisti Arditi Distruttori R. A. al combattimento contro le truppe tedesche, per la difesa di Roma e dell’Aeroporto di Centocelle.
In numerosi scontri, che ebbero a teatro le località del Quadraro, di Cinecittà, di Acquasanta, della Torraccia e l’Aeroporto di Centocelle, gli Arditi dell’Aeronautica tennero testa alle preponderanti forze germaniche, valorosamente sostenendo l’impari lotta e causando ingenti perdite all’avversario.
La sera del 10 settembre, cessata ogni resistenza per la difesa di Roma, anche gli Arditi, ormai, a corto di munizioni e con vari feriti nelle loro file – fra cui lo stesso Comandante -dovettero abbandonare il campo, momentaneamente sbandandosi, ma più che mai decisi a continuare la lotta contro il già provato nemico.
Convinti che le truppe alleate non avrebbero tardato ad arrivare, e nell’intento di facilitarne l’avanzata su Roma, agendo con opportune azioni di disturbo e di sabotaggio nelle retrovie, gli Arditi furono nuovamente intorno al Capitano De Angelis che – benchè ancora sofferente per le recenti ferite – ne riorganizzava le file, affiancato dall’opera del Tenente Alberto CINQUEPALMI e dei Sottotenenti Bruno LOMBARDO, Raimondo DE ANGELIS e Fabrizio RUFFO. Le armi erano state occultate in casa della sorella del Capitano, in Piazzale delle Provincie 8, ove molti paracadutisti erano non armati.
Sorretti da una grande fede, i paracadutisti del Battaglione A.D.R.A., organizzati in banda armata, svolsero. una serie di azioni e di attacchi contro autocolonne, treni, depositi e reparti tedeschi. Si citano a tale proposito:
-29 settembre 1943: lancio di bombe a mano su autocarri stazionanti nei pressi della Stazione Tuscolana, all’altezza circa dell’imbocco di Via Clelia, con l’intervento del Capitano DE ANGELIS, Sottotenente di Vascello Renato RUFFO e Sottotenente Fabrizio RUFFO e Ferruccio FERRARINI. Causato l’incendio di un autocarro e tre probabili feriti;
– 16 ottobre 1943: piazzamento di una carica di T.4 da Kg. 1, con matita a tempo, nei cingoli di un trattore per artiglieria, oltre Piazzale delle Crociate, verso il ponte della ferrovia. Non si conoscono gli effetti. Si deve ritenere certa la distruzione del trattore, in quanto gli Ufficiali che compirono l’azione – Capitano DE ANGELIS e Tenente CINQUEPALMI -pur essendosi allontanati, udirono una forte esplosione;
– 31 ottobre 1943: il Capitano DE ANGELIS ei Sottotenenti LOMBARDO e DE ANGELIS vengono attaccati da una pattuglia nemica mentre piazzano una carica esplosiva sotto una locomotiva, allo Scalo Tiburtino. Il Sottotenente LOMBARDO agevola la ritirata sua e dei compagni lanciando la carica accesa contro il nemico;
– 18 gennaio 1944: collocata una carica di esplosivo a tempo nel cofano di una autocisterna, facente parte di autocolonna tedesca, stazionante sulla Circonvallazione Nomentana, dopo la Stazione Tiburtina, ad opera del

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