Le Divisioni Ausiliarie

Estratto dalla relazione del gen. E. Boscardi, Le Divisioni ausiliari. Atti del convegno di Lucca, Le Divisioni Ausiliari nella Guerra di Liberazione, ANCFARGL Nazionale, 1994.
Il volume è disponibile per il prestito presso la Biblioteca “Lorenzo Lodi”.

Le Divisioni ausiliarie direttamente partecipanti alla Campagna d’Italia furono otto con una forza oscillante, nel 1945, tra i 150.000 ed i 190.000 uomini pari a circa il 25% degli effettivi del XV Gruppo di Armate.
La dipendenza di tali unità fu per alcune dagli americani (unità USITI), per altre dai britannici (unità BRITI) . Alcune di esse svolsero servizio di linea e di retrovia, altre solo di retrovia, altre ancora servizi nel territorio. Certune vennero impiegate nelle basi aeree, certe altre nelle basi navali. La loro costituzione organica, a differenza di quanto accade per le unità operative (Primo Raggruppamento Motorizzato, Corpo Italiano di Liberazione e Gruppi di Combattimento) non venne fissata in precedenza dallo SMRE, né ebbe – come per i Gruppi di Combattimento – carattere di uniformità.
Ogni divisione ausiliaria venne costituita in relazione agli specifici compiti ad essa assegnati e fu soggetta, per tutta la durata della Campagna, a soventi periodiche trasformazioni. Ciò per meglio assolvere la propria missione in relazione alle variazioni delle esigenze conseguenti l’evolversi della situazione e lo sviluppo delle operazioni. L’impiego fu indubbiamente massiccio e decisamente vario: guardia ai depositi, polizia militare, controllo del traffico, scorta a convogli ferroviari ed automobilistici, lavorazioni d’officina, rifornimenti alle prime linee e nelle retrovie (salmerie ed autotrasporti), costruzione e riattamento di ponti stradali e ferroviari, realizzazione di oleodotti, costruzione e manutenzione di linee telefoniche, bonifica di campi minati, sistemazione d’impianti idrici ed elettrici, manovalanza per carico e scarico di piroscafi, treni ed aerei, costruzione di piste in aeroporti, lavori di mascheramento, sgombero feriti.

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Di particolare rilievo fu il contributo dato dall’Arma del Genio con le sue varie specialità e dalle unità salmerie. Si pensi che nell’aprile 1945 operavano per gli Alleati nelle divisioni ausiliarie ben 5 battaglioni ferrovieri, 83 compagnie del genio e 31 reparti salmerie.
Le perdite subite costituiscono, oltre al lavoro svolto e alle opere realizzate, la più convincente testimonianza dell’ impegno delle divisioni ausiliarie in tutta la Campagna.
La 210^ Divisione è, per esempio, seconda, per perdite, solo al CIL che, peraltro, non lo si dimentichi, venne ad avere la forza di un Corpo d’Armata.
Nel complesso le Divisioni ausiliarie hanno avuto: 744 morti, 2202 feriti, 109 dispersi. Non sono, a suo tempo, mancati riconoscimenti per l’operato di queste Divisioni da parte di autorità civili e militari italiane e da parte degli Alleati.
Il gen. Langley Browning, Capo della Sottocommissione Alleata di Controllo, aveva avuto modo di dichiarare fin dal 24 agosto 1944:
«Penso che pochi si rendano pienamente conto di come si sia comportato bene l’Esercito Italiano […] La parte servizi ed Unita susilisrie ha assolto un compito immenso riparando vie di comunicazione, lavarando nei porti […] e cosi permettendo di risparmiare personale alleato. L’esercito italiano ha lealmente cooperato quale cobelligerante, praticamente, in silenzio e senza alcun attrito. Vorrei che tutti si rendessero conto di cio e che l’Esercito Italiano avesse il suo giusto e meritato riconoscimento sia sulla stampa, che nell’animo degli Alleati per il prezioso contributo dato alla causa alleata».
Queste parole assumevano, in effetti, un particolare significato in relazione alla posizione della persona da cui venivano pronunziate.
Il gen. Browning era, infatti, tra gli Alleati, colui che meglio sapeva che cosa aveva fatto in quei mesi l’Esercito Italiano in generale e le divisioni ausiliarie in particolare. Non solo. Al momento della citata dichiarazione, le operazioni sulla “Linea Gotica” non erano ancora iniziate e le divisioni ausiliarie, già postesi in evidenza sul Garigliano, ad Anzio e nella battaglia per Roma, dovevano ancora dare il meglio.
E’ sulla Linea Gotica, infatti, che al 20° Raggruppamento Salmerie ed al 210° Raggruppamento Genio, entrambi appartenenti alla 210^ Divisione di fanteria ausiliaria inquadrata nella 5^ Armata, viene concessa, concordemente dallo SMRE e dal Comando dell’Armata, la qualifica da combattimento, equivalente né più né meno, a quella dei Gruppi in via di costituzione. Con una sola differenza: la qualifica da Combattimento per le unità in questione non venne attribuita per decisione preventiva dello Stato Maggiore in sede di compilazione di tabelle organiche e definizione di compiti, ma dopo un duro impiego in zona di operazioni nelle ore risolutive della Campagna.

Il pannello dedicato alle "Divisioni Ausiliarie" tratto dalla mostra itinerante "Uomini in Guerra. Le Forze Armate nella Guerra di Liberazione 1943-1945" . La mostra, può essere ceduta in prestito, con la formula del comodado d'uso gratuito. Contattaci.  06 4881519

Il pannello dedicato alle “Divisioni Ausiliarie” tratto dalla mostra itinerante “Uomini in Guerra. Le Forze Armate nella Guerra di Liberazione 1943-1945” . La mostra, può essere ceduta in prestito, con la formula del comodato d’uso gratuito. Contattaci. 06 4881519

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