BOSELLI Rodolfo

BOSELLI RODOLFO037di Cataldo e di Ines Boselli, nacque a Modena il 21 maggio 1887 e morì a Derna in combattimento il 3 marzo 1912.
Discendente da famiglia patrizia piacentina con nobili tradizioni militari, fu ammesso, diciassettenne, all’Accademia Militare di Torino, riuscendo fra i primi classificati.
Nominato sottotenente d’artiglieria nell’agosto 1907, completò gli studi alla Scuola d’Applicazione e due anni dopo ebbe la promozione a tenente nel 23° reggimento da campagna.
Studioso, si preparò per sostenere gli esami di ammissione alla Scuola di Guerra; sportivo, raggiunse brillanti risultati in ogni campo agonistico.
Nei primi giorni del novembre 1911 passò al r reggimento da montagna assegnato alla 12^ batteria. Desideroso di partecipare alla guerra in Tripolitania, potè imbarcarsi a Napoli il 26 gennaio 1912 e raggiungere Derna, destinato alle fortificazioni della piazza.
La mattina del 3 marzo 1912, alle ore 7, erano appena iniziati i giornalieri lavori per il completamento del fortino Lombardia e le fanterie avevano preso posizione sull’altopiano a protezione dei lavoratori, quando scariche di fucileria in direzione dei ruderi del Marabutto, segnarono l’inizio di un attacco che, più tardi, con l’affluire di nuovi e numerosi armati appoggiati da artiglierie, s’intensificò e si estese su tutto l’altopiano.
La sezione della 3^ batteria, comandata dal tenente Boselli, già in posizione presso i ruderi del Marabutto, si piazzò più avanti allo scoperto per eseguire un tiro efficace di controbatteria. Nella battaglia il Boselli contenne con fermezza gli assalti del nemico giunto sulla linea dei pezzi e non desisté dal continuare il fuoco sparando a mitraglia. Fu in tale critica situazione esempio ammirevole di calma e di sangue freddo. Ferito, rimase al suo posto sostituendo i serventi caduti. Poco dopo, portata in posizione anche l’altra sezione e rimasto ferito il capitano d’Angelo, il Boselli assunse il comando della batteria, continuando imperterrito a dirigere il fuoco dei pezzi. Ferito una seconda volta rifiutava ancora di allontanarsi dal combattimento ed eseguiva con calma la graduazione a zero delle spolette. Colpito una terza volta, cadde accanto ai suoi pezzi che egli aveva strenuamente difesi.
Alla sua memoria venne conferita la medaglia d’oro al v. m. con r. d. 8 novembre 1912 con la seguente motivazione: Comandò con grande intrepidezza la propria sezione a protezione della fanteria in avamposti. Ferito alla spalla continuò a dirigere il fuoco contro il nemico fattosi minaccioso e a provvedere con calma esemplare ad ogni ripiego. Ferito una seconda volta tenne il proprio comando dando esempio di eroica fermezza finchè nuovamente colpito lasciò la vita sul campo. – Derna, 3 marzo 1912.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1958,    p. 116.

 

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