SCOGNAMIGLIO Guglielmo

n. 1891 Napoli. Colonnello s.p.e. (srvizio permanente effettivo) comandante 4° reggimento bersaglieri.

Arruolatosi diciottenne nel 94° reggimento fanteria, conseguì la nomina a sottotenente effettivo nel gennaio 1914 dopo avere preso parte alla campagna libica. Ritornato in Libia nel luglio successivo, vi fu promosso tenente nel 1915 e capitano nel 1916. Rimpatriato nello stesso anno, partecipò alla prima guerra mondiale prima sul fronte italiano con l’87° fanteria e dall’aprile 1918, su quello francese, col 13° reparto d’assalto, meritandosi anche la Croce di Guerra francese. Ferito gravemente a Bligny, riprese servizio nel novembre 1919 ritornando in Libia assegnato ai battaglioni libici IV e V. Tornato in Italia fu dapprima al Comando Presidio di Venezia, poi fu destinato al 7° bersagliericon la promozione a maggiore e successivamente al 3° bersaglieri. Dal 1933 fino alla promozione a tenente colonnello fu al Ministero della Guerra nell’Ufficio Informazioni e nel marzo 1935 partì volontario per l’A.O. (Africa Orientale). Rimpatriato nel 1936, dopo essere stato aiutante di campo della II Brigata corazzata, fu promosso colonnello nel 1939. Nel marzo 1940 assumeva il comando del 4° reggimento bersaglieri col quale entrò in guerra nel giugno successivo, prima sul fronte occidentale e dal novembre su quello greco – albanese. Ferito il 19 aprile 1941 sulle alture di Borova, decedeva due giorni dopo a Coritza nell’ospedale da campo 74.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Bligny, 23 luglio 1918); M.B. (Medaglia Bronzo)(Bligny, 3 luglio 1918); M.B. (Gondar, marzo – aprile 1936); Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Amba Aradam, 15 febbraio 1936); Cr.g. al V.M. (Gondar, marzo – aprile 1936).

Ufficiale dotato delle più elette virtù militari, trasfondeva nei dipendenti la propria anima ardente e battagliera, facendo del suo reggimento un ferreo strumento di guerra che, in lungo ciclo operativo e attraverso dure prove e largo tributo di sangue, dimostrava superba tenacia, magnifico slancio ed inesauribile volontà di vittoria. Durante l’ultima fase delle operazioni contro l’esercito greco, mentre con l’animo proteso alla vittoria, lanciava i suoi bersaglieri al decisivo attacco contro posizioni formidabilmente apprestate a difesa, cadeva colpito a morte alla testa del reggimento. Spirava poco dopo volgendo ai suoi reparti l’ultimo pensiero, fiero del loro superbo contegno di fronte al nemico. Fulgido esempio di eroismo e di fede, consacrava col supremo sacrificio, un’esistenza tutta dedicata alla Patria ed al dovere. – Fronte greco – albanese, 12 novembre 1940 20 aprile 1941.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 658.

 

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