VALENTINI Corrado

n. 1901 Ancona. Capitano s.p.e. (Servizio permanente effettivo) artiglieria, comandante batteria d’accompagnamento del 47° reggimento fanteria.

Conseguito il diploma in fisico-matematica nell’Istituto tecnico di Pesaro, partecipò, giovanissimo, come volontario legionario all’impresa di Fiume. Ammesso al corso allievi ufficiali di complemento in Roma nel 1921 conseguì la nomina a sottotenente d’artiglieria nell’agosto 1922 e assegnato al 9° artiglieria pesante campale, fu congedato nel luglio 1923. Tre anni più tardi, nel maggio 1926, fu richiamato a domanda per essere trasferito al Comando delle Truppe Coloniali della Tripolitania per la 1^ legione libica della M.V.S.N. (Milizia Volontaria servizio Nazionale). Rinunciato poi al grado di ufficiale, entrò all’Accademia Militare di Modena come allievo nel 1929 e nel settembre 1930 ne uscì sottotenente in s.p.e., destinato al 2° artiglieria da campagna. Ritornato in Cirenaica nel settembre 1933 e promosso tenente vi rimase fino al luglio 1939 quando, con le funzioni del grado superiore, venne trasferito al 19° reggimento arttoglieria divisionale dislocato in Albania. Assunse il comando della batteria di accompagnamento del 47° reggimento fanteria mobilitato della Divisione Ferrara, e lo mantenne anche con la promozione a capitano avvenuta il 1° gennaio 1940.

Comandante di una batteria di accompagnamento combatteva arditamente in linea col proprio reggimento impegnato in azioni violente e contrastatissime. Attaccato di sorpresa da forze soverchianti e costretto, dopo strenua resistenza, ad abbandonare i pezzi, li ricuperava nella notte alla testa dei suoi artiglieri, con impetuoso contrassalto. lnutilizzata dalla reazione nemica la batteria, partecipava col proprio reparto ai successivi aspri combattimenti lottando da fante. Volontariamente assumeva poi il comando di un battaglione rimasto privo del comandante gloriosamente caduto sul campo e, con magnifico ardimento, lo guidava al contrattacco in una giornata di aspra, incessante lotta, finché cadeva da prode, fulminato da piombo nemico, così come da prode aveva vissuto. Valoroso artigliere tra eroici fanti, trasformatosi per le circostanze fante tra i fanti: pieno di aggressività e di spirito offensivo, cadeva in una luce di gloria degna delle più nobili tradizioni militari italiane. Fronte albanese- greco, 28 ottobre – 2 dicembre 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 479.

 

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