AIRAGHI Cesare

AIRAGHI CESARE008di Giovanni Battista e di Marietta Lattuada, nacque a Milano il 4 ottobre 1840 e morì in combattimento ad Adua il 1° marzo 1896.
Non ancora quindicenne, per la morte del padre, che era stato ardente patriota ed esimio pittore, fu costretto ad assumere la responsabilità della famiglia. Nel 1859, ancora studente nell’Università di Pavia, si arruolò volontario nel 9° reggimento di fanteria e combatté a Palestro (30 e 31 maggio) ove la bandiera del reggimento fu decorata di medaglia d’oro al v. m.
Nominato sottotenente nel 1859 fu assegnato al 17° reggimento. Quindi, ripresi gli studi universitari, si laureò in ingegneria.
Promosso tenente nel 28° reggimento il 17 giugno 1861 e capitano il 14 luglio 1866, si battè valorosamente contro gli austriaci a Borgo e a Levico il 23 luglio e la bandiera del reggimento fu decorata di medaglia d’oro al v. m.
Fu per quattro anni aiutante di campo del generale comandante la 3^ brigata fanteria, dal 1874 al marzo 1878, e rientrato al 28° reggimento, due mesi dopo, ebbe la promozione a maggiore. Frequentò i corsi regolari della Scuola di Guerra e nel luglio 1883 vi fu destinato quale insegnante di tattica, rimanendovi anche con la promozione a tenente colonnello avvenuta nell’aprile 1884. Quattro anni dopo assunse il comando del 77° reggimento in attesa della promozione a colonnello conseguita nell’ottobre 1888.
Trasferito in Eritrea nel settembre 1889, ebbe il comando del reggimento cacciatori d’Africa e, contemporaneamente, il comando della zona di Asmara-Keren, prima e di Massaua, poi. Prese parte, così, nel gennaio 1890, alla spedizione su Adua agli ordini del generale Orero.
Rientrato in Patria nell’ottobre 1890, ebbe il comando del 36° reggimento che lasciò il 1° agosto 1893 in seguito a domanda di collocamento in ausiliaria. Richiamato in servizio a domanda e partito per l’Eritrea il 13 gennaio 1896, assunse il comando del 6° reggimento fanteria d’Africa. Assegnato alla 2^ brigata Da Bormida – che costituiva la colonna di destra – la sera del 29 febbraio, alla testa del suo reggimento, mosse verso Adua raggiungendo all’alba del 1° marzo il colle di Rebbi Arienni. Ricevuto  l’ordine di portarsi in avanti per sostenere la brigata Albertone impegnata in combattimento, dopo aver compiuti prodigi di valore, arrestando anche per un certo tempo l’irruente avanzare nemico, alle ore 15, incalzato da masse sempre più numerose che lo insidiavano da ogni parte, con i battaglioni ormai decimati, ripiegò verso l’altura per una disperata resistenza.
Alla sua memoria venne conferita la medaglia d’oro al v. m. con r. d. 11 marzo 1898. Dice la motivazione: Condusse replicate volte all’assalto il suo reggimento, dando splendido esempio di slancio e di coraggio. Cadde eroicamente sul campo di battaglia. – Adua (Eritrea), 1° marzo 1896.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1958,    p. 38.

 

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