MUZII Francesco,

MUZII FRANCESCO046di Nicola ed Adelaide Grassi, nacque a Napoli il 20 dicembre 1864 e morì nell’ospedale da campo n. 7 il 18 settembre 1912 in seguito a ferite riportate in combattimento a Derna il giorno precedente.
A diciassette anni fu allievo della Scuola Militare di Modena ed ottenne le spalline di ufficiale il 3 agosto 1884 nel 20° reggimento fanteria, ove conseguì tre anni dopo la promozione a tenente.
Promosso capitano il 29 dicembre 1898 passò al 2° reggimento fanteria.
Chiese di essere destinato in Africa e partì per l’Eritrea nel gennaio 1900, assegnato ai reparti indigeni che si costituivano.
Appassionato alla vita rude e di sacrificio delle residenze più interne volle per sé i maggiori rischi e i disagi derivanti dal governo di tribù non ancora pacificate. Studioso dei problemi coloniali contribuì con scritti e memorie a far conoscere e ad illustrare situazioni generali e particolari di quelle terre e delle loro popolazioni.
Rimpatriato nell’agosto 1906 fu destinato al 47° reggimento e con la promozione a maggiore avvenuta nell’ottobre 1911 passò al 53° fanteria.
Chiese nuovamente di essere inviato in Africa ed il 25 aprile 1912 partì per l’Eritrea destinato al Corpo delle truppe coloniali per assumere il comando del I battaglione indigeni col quale, il 17 luglio successivo, salpò da Massaua per la Cirenaica sbarcando a Derna a rinforzo di quel presidio, alla dipendenza del comando della 4^ Divisione speciale.
In quel settore le forze turco – arabe di Enver Bey con concentramenti di fuoco di artiglieria molestavano le difese e producevano danni anche all’abitato. Una serie di azioni per allargare l’andamento della linea di difesa, condotte dal 14 al 16 settembre 1912 senza incontrare forti resistenze, portarono all’occupazione dell’altopiano di Kasr-ras-el-Le ben ed a formare teste di ponte alla confluenza di alcuni torrenti col fiume Derna.
Tre giorni dopo forti masse arabo – turche si presentarono sulla sinistra dello schieramento e battute dal tiro dei cannoni della nave S. Marco, di due batterie in posizione nelle ridotte e contrattaccate dalle fanterie, dovettero ripiegare. Un nuovo poderoso attacco fu allora sferrato dal nemico in direzione di Case Aronne, e per contrastarlo fu impegnato il I battaglione indigeni, che vide rifulgere nel combattimento il valore del suo comandante.
Alla memoria del valoroso ufficiale fu concessa con r. d. 20 marzo 1913 la medaglia d’oro al v. m. Dice la motivazione: Con slancio ed ardimento ammirabili guidava personalmente all’attacco il suo battaglione che per la prima volta si trovava seriamente impegnato e lo lanciava ripetutamente alla baionetta, trascinando tutti col suo splendido esempio. – Kasr- ras-el-Leben, 17 settembre 1912.


G. Carolei, G. Greganti, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1958,    p. 134.