PALMIERI Matteo

n. 1889 San Nicandro Garganico (Foggia). Colonnello s.p.e. (servizio permanente effettivo), comandante C battaglione coloniale e Brigata mista coloniale.

Volontario in Libia nel febbraio 1914 nel battaglione della Cirenaica, nel luglio 1917, al termine del corso per allievi ufficiali, fu nominato sottotenente di complemento nel 3° reggimento fanteria mobilitato in Tripoli. Rimpatriato, venne inviato nell’aprile 1917 in zona di operazioni con la 58^ compagnia mitraglieri S. Etienne mobilitata, con la quale prese parte alle operazioni svoltesi sul fronte della 1^ A. e successivamente su quello del XXVII C.A. (Corpo d’Armata). Promosso ten. nel 1918, l’anno dopo, in agosto, veniva congedato. Richiamato a domanda nel 1921 fu nominato sottotenente in s.p.e. nel 56° reggimento fanteria e promosso tenente con decorrenza giugno 1919. Capitano nel 36° reggimento dal gennaio 1930, fu trasferito di autorità nel R.C.T.C. (Regio Carpo Truppe Coloniali) dell’Eritrea nel novembre 1934. Dopo avere comandato il Centro di reclutamento di Amba Calliano in Eritrea e la Scuola mitraglieri di Asmara, prese parte alle operazioni militari in A.O. (Africa Orientale) col XVII battaglione eritreo ottenendo due encomi per la sua condotta di guerra e la promozione a maggiore dal febbraio 1936. Rientrato in Patria nel settembre 1937, partì volontario per la Spagna assegnato al 2° reggimento Frecce Nere. Nella 2^ guerra mondiale fu dapprima col 22° reggimento mobilitato comandante del III battaglione sul fronte occidentale e, promosso tenente colonnello, venne trasferito in A.O. (Africa Orientale) ove assunse il Comando del C battaglione coloniale e successivamente quello della Brigata mista coloniale. Ferito gravemente nei combattimenti dal 19 al 23 gennaio 1941 e raccolto sul campo dagli inglesi, fu restituito in Patria nell’aprile 1945. Collocato nella riserva col grado di colonnello dal gennaio 1946, ha avuto le successive promozioni a generale di Brigata e di Divisione nel R.O. (Ruolo d’Onore). E’ stato nominato Presidente della Federazione Provinciale Combattenti di Foggia nel 1952 e membro del Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Combattenti. Risiede a San Nicandro Garganico.

Altre decorazioni: maggiore per meriti di guerra (A.O., febbr. 1936); colonnello per meriti di guerra (Cheren, gennaio 1941); Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valor Militare) (Amba Tzellerè, 1935).

Ferito nel corso di aspri combattimenti, continuava a tenere il comando di battaglione nel ripiegamento dalle posizioni che, strenuamente difese per due giorni, venivano abbandonate per ordine superiore. Assalito improvvisamente da preponderanti forze corazzate e meccanizzate, reagiva con tempestiva ed energica azione conquistando dassalto una munita posizione. Nuovamente colpito manteneva il suo posto di dovere esercitando in piena serenità la sua efficace azione di comando. Ferito per la terza volta non si dava per vinto e, con indomito valore, persisteva nell’impari lotta animando i gloriosi superstiti col suo eroico esempio. Colpito per la quarta volta al fianco da pallottola anticarro penetrata ed esplosa in cavità, prima di cadere esausto, con ammirevole calma dava all’ufficiale, che gli succedeva nel comando, chiare disposizioni per il proseguimento dell’azione. Salda tempra di comandante animato, in ogni sua opera, di sublime spirito di sacrificio. Africa Orientale, 23 gennaio 1941.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 549.

 

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