PALMIERI Costantino

PALMIERI COSTANTINO134di Mariano e di Vittoria Iacorossi, nacque a Sala di Leonessa di Rieti il 18 marzo 1894 e morì in combattimento sul Monte San Marco di Gorizia il 1° novembre 1916.
Appartenente a modesta famiglia di agricoltori, dopo aver frequentate le scuole elementari nel borgo natio, aiutò il padre nel lavoro dei campi fino a quando, nel settembre 1914, venne chiamato alle armi per il servizio di leva. Assegnato all’86° reggimento fanteria ed inviato in Libia, ebbe le promozioni a caporale nel febbraio 1915 ed a caporale maggiore nel maggio successivo. Trattenuto alle armi per mobilitazione e rimpatriato, fu destinato al 143° reggimento fanteria della brigata Taranto col quale raggiunse la zona di operazioni sull’Isonzo davanti a Gorizia nel giugno 1916. Comandante di plotone nella 3^ compagnia del I battaglione, si distinse per l’energia, il coraggio e la calma nel pericolo. L’11 agosto, benché ferito due volte in combattimento, si lanciò, alla testa del suo plotone, alla conquista di una posizione sul San Marco accanitamente difesa, ottenendo una medaglia d’argento al v. m. Promosso sergente e trasferito ad altro reparto del reggimento, poco dopo rientrò alla 3^ compagnia. Riassunto il comando del plotone, il 1° novembre 1916 ricevuto l’ordine dell’attacco per la conquista di quota 171 del San Marco di Gorizia, fu il primo ad uscire dalle linee. Superati di slancio i reticolati penetrò nella trincea avversaria e dopo avere catturato numerosi prigionieri, si spinse ancora avanti verso la seconda posizione nemica. Occupata la contrastata trincea, tenne testa al ritorno in forze del nemico, coadiuvato da pochi superstiti del suo plotone con fitto lancio di bombe a mano. Benché gravemente ferito all’addome non volle essere trasportato al posto di medicazione ed acconsentì solo quando il nemico venne ricacciato. La piccola località dove egli era caduto venne poi chiamata: Bosco Palmieri e il nome di lui mai venne cancellato dal ruolino di compagnia. Al valoroso sottufficiale venne concessa alla memoria, con d. l. del 13 dicembre 1917, la medaglia d’oro al v. m. Dice la motivazione:

Sempre primo dove più ferveva la mischia, fulgido esempio di eroismo, dopo conquistata una trincea nemica e fattone prigionieri i difensori, si spingeva ancora avanti col suo plotone per occupare un’altra posizione potentemente difesa. Contrattaccato e circondato da forze superiori con i pochi uomini superstiti del suo reparto, in piedi tenne lontani gli assalitori col lancio di bombe a mano. Gravemente ferito, rimaneva sul posto incitando i suoi al grido di: Viva l’Italia! Viva il Re! Esausto di forze ed invitato ad allontanarsi, si rifiutava nobilmente e rimaneva sul posto, finché con l’arrivo dei rinforzi veniva consolidata la posizione. Morente, prima di esalare l’ultimo respiro rivolgeva ai suoi uomini le parole: Giovanotti, muoio contento di avere compiuto il mio dovere.  San Marco, 1° novembre 1916.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1915 al 1916,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968, p. 296.

 

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