SALONI Soccorso

SALONI SOCCORSO046di Giuseppe e di Alice Burri, nacque a Lecce l’8 maggio 1895 e morì in combattimento a Losson sul Piave il 19 giugno 1918.
Tipografo di mestiere, si arruolò il 1° febbraio 1915. allievo sergente nel 7° reggimento bersaglieri col quale partì per il fronte, dopo la dichiarazione di guerra all’Austria, combattendo in Val di Ledro, a Bezzecca e a M. Vies. Passato sul fronte della 3^ Armata ed ottenuti i galloni di caporale nel luglio, sul basso Isonzo si segnalò nei combattimenti a quota 144, Jamiano e a Fiondar per il coraggio e l’ardimento di cui dette prova in ogni circostanza. Promosso sergente nel gennaio del 1916, durante la decima battaglia dell’Isonzo partecipò alle azioni svoltesi dal 23 al 27 maggio 1917 e fu decorato di medaglia di bronzo al valore per le superbe prove di coraggio dimostrate nel condurre all’attacco prima una squadra e poi un plotone del nucleo arditi reggimentale. Nel luglio dello stesso anno, a domanda, fu trasferito alla sezione lancia-fiamme del XIX battaglione d’assalto, fiamme cremisi, con la quale, dall’ottobre, durante le tristi giornate del ripiegamento al Piave, dopo Caporetto, combatté valorosamente per contrastare i movimenti del nemico alla testa di ponte di Sagrado e proteggere le truppe della 3^ Armata nell’ordinato passaggio del Tagliamento. Per le notevoli prove di valore date nel combattimento di Cavazuccherina, sul basso Piave, nel dicembre 1917 e nelle precedenti azioni fu promosso aiutante di battaglia per merito di guerra nell’aprile 1918. Passato al XXIII reparto d’assalto, fu decorato di medaglia d’argento al valore per l’ardimento col quale, alla testa di pochi animosi, si lanciò il 26 maggio 1918 contro gli sbarramenti stradali della testa di ponte austriaca sul basso Sile, catturandone il presidio. Ferito all’inizio dell’offensiva austriaca del giugno 1918, lasciò volontariamente l’ospedaletto da campo ove era ricoverato e rientrò al reparto, mentre ancora infuriava la lotta sul Montello; portatosi a Losson e ricevuto l’ordine di contrattaccare le posizioni nemiche di Capo d’Argine, sul basso Piave, alla testa della compagnia di arditi, si lanciò decisamente all’assalto con la prima ondata, superò i reticolati e penetrò per primo negli appostamenti nemici. Ferito ad un braccio da pallottola di fucile, non si fermò, né rallentò la sua corsa, ma si scagliò ancora più avanti verso le seconde linee austriache, trascinando i suoi arditi alla conquista delle posizioni e raggiuntele cadde su di esse colpito da una raffica di mitragliatrice. La motivazione della medaglia d’oro al v. m., concessa alla sua memoria con d.l. del23 marzo 1919, dettata dal Comandante della 3^ Armata, il Duca d’Aosta, così si esprime:

Allo squillo di battaglia, ancora dolorante per una ferita, volontariamente usciva dall’ospedale e raggiungeva la prima linea. Alla testa della compagnia, balzava all’attacco, e, primo fra tutti, superava i reticolati avversari. Ferito ad un braccio, si slanciava ancora avanti, finché, colpito in pieno da una raffica cadeva, consacrando col suo puro sangue d’eroe la posizione conquistata.-  Losson – Basso Piave, 19 giugno 1918.


G. Carolei, G. Greganti, G. Modica, Le Medaglie d’oro al Valore Militare  1918,  (a cura di), in Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia, [Tipografia Regionale], Roma 1968,    p. 110.

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