VASSALLI Fabrizio

vassalli-fabrizion. Roma 1908, m. Forte Bravetta (Roma) il 24 maggio 1944. Capitano di complemento artiglieria di C.A., partigiano combattente.

Studente universitario a Roma nella facoltà di scienze umanistiche e commerciali, si arruolò volontario quale allievo ufficiale d’artiglieria nel novembre 1930 e nel giugno 1931 fu nominato sottotenente nel 7° artiglieria pesante da campagna a Livorno. Congedato nel 1932 e conseguita la laurea nel 1933, fu assunto presso l’A.M.M.I., Azienda Minerali Metallici, con funzioni di segretario del presidente, ed in seguito impiegato nel ramo commerciale. Promosso tenente a scelta ordinaria nel 1935, nel settembre 1939 veniva richiamato e destinato in Sardegna al XIII C.A. dove rimase fino al dicembre 1941. Promosso capitano e messo a disposizione del Ministero della Marina, fu destinato all’isola di Saseno in Albania al comando di una batteria contraerei e contronave. Sorpreso ivi dall’armistizio, riusciva a raggiungere Brindisi mettendosi a disposizione del Comando Supremo. Volontario in una missione rischiosa, il 4 ottobre 1943 passò le linee raggiungendo Roma e per oltre cinque mesi e mezzo fu a capo di un gruppo clandestino tra i più attivi della Capitale. Fu arrestato in via del Babbuino il 13 marzo 1944 assieme al pittore Ferrari, anch’egli decorato di Medaglia d’Oro alla memoria, dalle SS. tedesche e rinchiuso in una cella di via Tasso, dove venne condotta, poi, anche la moglie, in seguito liberata. Fu fucilato nel Forte Bravetta, dopo un sommario processo.

Dopo l’armistizio, dalla Dalmazia raggiungeva, con mezzi di fortuna, un porto nazionale, e quivi giunto si offriva immediatamente come volontario per una rischiosa missione in territorio controllato dai tedeschi. Superando difficoltà e pericoli di ogni genere, riusciva ad attraversare le linee avversarie ed a raggiungere la Capitale. Con operosa e sagace attività collaborava, per oltre cinque mesi, al servizio informativo ed al movimento patriota romano, fornendo preziose informazioni operative al Comando Supremo italiano ed alleato. Arrestato dalle autorità tedesche e sottoposto alle più inumane torture manteneva il più assoluto segreto circa il movimento informativo e patriota della zona, salvando così l’organizzazione e la vita dei propri collaboratori. Dopo circa due mesi di carcere, veniva barbaramente trucidato dalla sbirraglia tedesca, mentre gli eserciti alleati giungevano alle porte della Città Eterna. Con il suo esempio animatore ed il sublime sacrificio della vita, manteneva viva nei patrioti la volontà di resistenza e la fede nella rinascita della Patria. – Roma, 24 maggio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 451.

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