GANDIN Antonio

n. a Avezzano (L’Aquila) il 13 maggio 1891 (Wikipedia). Generale di Divisione, comandante la Divisione Acqui.

Laureato in lettere, fu ufficiale di vasta dottrina, cultore di studi storici, di scienza e di arte. Uscito sottotenente dalla Scuola Militare di Modena nel 1910 e destinato all’82° reggimento fanteria, partecipò nel 1911 e 1912 in Libia alla guerra italo-turca. Tenente nel 1913, due anni dopo, con il 136° reggimento, partecipava alla guerra contro l’Impero austriaco. Capitano nel settembre 1915 e maggiore nel 1917, dopo essersi distinto sul Piave nel 1918 come ufficiale di S.M. (Stato Maggiore) di una divisione fu trasferito, a guerra ultimata, nel Corpo di S.M. Disimpegnò poi importanti incarichi presso il Ministero della Guerra finché, promosso tenente colonnello nel 1926, fu prima al S.l.M. (Sevizi Informazioni Militari) come caposezione e dal 1932, insegnante alla Scuola di guerra. Colonnello nel 1935, tenne il comando del 40° fanteria per circa due anni per ritornare poi nello S.M. Dal 1° luglio 1940 fu promosso generale di Brigata e durante la seconda guerra mondiale fu una delle personalità più spiccate del Comando Supremo. Generale di Divisione dall’ottobre 1942, l’anno dopo, il 16 giugno 1943, fu nominato comandante della Divisione Acqui che presidiava l’Isola di Cefalonia.

Altre decòrazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Nervesa, giugno 1918); M.B. (Medaglia Bronzo) (Bu Meliana, novembre 1911); Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) (Vermegliano, luglio 1915); Cr. g. al V.M. (Vittorio Veneto, 1918); cavaliere O.M.S. (Irdine Militare Savoia)(giugno 1940 – settembre 1942).

In difficile situazione politico militare, quale comandante, della difesa di un’isola attaccata con forze preponderanti dal mare e dal cielo, riusciva con le poche forze a sua disposizione in un primo tempo a stroncare l’azione nemica, successivamente a contenere palmo a palmo l’avanzata dell’avversario sempre crescente in forze, animando col valore e con la capacità personale le sue truppe, fino alle estreme possibilità di resistenza. Catturato dal nemico coronava col supplizio stoicamente sopportato l’eroismo e l’alto spirito militare di cui aveva dato luminosa prova in combattimento. Isola di Cefalonia, 11 – 25 settembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 327.