QUARTINI Renato

nasce il 27 settembre 1923 a Ronco Scrivia (Genova) (https://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Quartini). Partigiano combattente.

Dispensato dal servizio militare per riforma, fu impiegato come disegnatore negli stabilimenti Arisaldo di Sampierdarena dal 1938. Alla data dell’armistizio dell’8 settembre 1943, dedicata la sua attività alla lotta clandestina, militò nella Brigata S.A.P. (Squadra di Azione Patriottica) Buranello operante sull’Appennino Ligure, nella quale conseguì la nomina a caposquadra.

Comandante di un gruppo di partigiani, impegnatosi per ordine superiore in un’impresa tanto ardita da apparire disperata, veniva sopraffatto, dalle preponderanti forze. Benché seriamente ferito si attardava, cosciente del suo sacrificio, e riusciva a coprire con il fuoco la ritirata dei suoi uomini. Caduto in mani nemiche e subito brutalmente interrogato, manteneva fiero ed esemplare contegno, nulla rivelando. Subiva poi l’amputazione di una gamba sopportando con stoicismo due successivi interventi chirurgici a poche ore di distanza. Subito rinchiuso in malsana cella manteneva fermo il cuore per nove mesi di dure sofferenze. Condotto a morte aveva ancora l’animo di facilitare; durante il trasporto in autocarro, la fuga di due compagni. Imbestialiti i tedeschi gli toglievano le stampelle e lo costringevano ad arrampicarsi sui fianchi di un monte sino al luogo dell’esecuzione lui, privo di una gamba e coi polsi incatenati. Duro calvario di martirio e di gloria affrontato con la fierezza dei forti e nel nome d’Italia. – Cravasco (Genova), 23 marzo 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 643.