BERAUDO DI PRALORMO Emanuele

n. a Pralormo (Torino) il 13 luglio 1887 (Wikipedia). Generale di Brigata s.p.e. (servizio permanente effettivo), comandante di Divisione coloniale.

Di nobile e antica famiglia piemontese originaria di Baroellonette, fu nominato sottotenente di cavalleria nel 1907. Promosso tenente tre anni dopo nel Reggimento Lancieri di Vercelli e frequentata la Scuola di applicazione, dal maggio 1915 partecipò alla prima guerra mondiale, prima presso il Comando generale dell’Arma e successivamente con le Divisioni di fanteria 9^, 65^ e 30^. Finita la guerra col grado di capitano, fu alla Scuola di cavalleria di Pinerolo dal 1920 al 1923 e al Reggimento Savoia Cavalleria dal 1923 all’ottobre 1924. Ammesso nello stesso anno alla Scuola di Guerra, vi fu promosso maggiore e nel 1927 tenente colonello. Un anno dopo venne inviato a Parigi quale addetto militare rimanendovi fino al 1934; dopo di che, comandò il Reggimento Cavalleggeri di Firenze, prima come incaricato del grado superiore e dal marzo 1936 come colonnello. Nominato comandante della Scuola Centrale Truppe Celeri nel 1937 e promosso generale di Brigata due anni dopo,  partiva per l’A.O. (Africa Orientale) dove assumeva il comando di una Divisione di fanteria coloniale. Rimpatriato nel 1944, comandò prima la Divisione Bari e in seguito il gruppo di combattimento Piceno. Trasferito a Torino nel maggio 1946, assumeva il comando del Territorio Militare e nell’anno seguente era promosso generale di Corpo d’Armata. Collocato nella riserva per età nel 1950, decedeva l’11 ottobre 1960 nel castello avito di Pralormo.

Altre decorazioni: cavaliere O.M.S. (Ordine Militare Savoia) (Galla e Sidamo, maggio 1941); generale di Divisione per meriti di guerra (A.O., 1941).

Con coraggio indomabile e volontà ferrea guidava la sua divisione coloniale (che per tanti mesi aveva resistito vittoriosamente al nemico superiore di forze e di mezzi) in una marcia a piedi attraverso 500 Km. di paese sconosciuto, privo di risorse e di clima avverso e micidiale. Combattendo contro soverchianti forze regolari di cui attraversava con grande abilità per due volte le linee e contro ribelli agognanti alla preda raggiungeva altro settore dello scacchiere di operazioni, finché un grande fiume in piena ed inguadabile rendeva vani tutti i suoi sforzi. Esempio costante ai suoi, vera legione di eroi, nello sprezzo del pericolo e nel sopportare disagi inenarrabili; solo dinanzi alle forze selvagge della natura era costretto a ripiegare. – Sidama Uollamo (A.O.I.) (Africa Orientale Italiana), maggio giugno 1941.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 691.