BORGHESE Junio Valerio

 

n. ad Artena (Roma) il 6 giugno 1906 (Wikipedia). Capitano di corvetta s.p.e. (servizio permanente effettivo).

Dalla Accademia Navale di Livorno, a termine del quinquennio di corso, uscì guardiamarina nel luglio 1928 e prese imbarco sull’incrociatore Trento; passò sul cacciatorpediniere Fabrizi nell’ottobre 1929, quando già da alcuni mesi aveva ottenuta la promozione a sottotenente di vascello specializzato in armi subacquee e munito di brevetto di palombaro normale e a grande profondità. Promosso tenente di vascello nel luglio 1933 passava sui sommergibili e imbarcato sul Tricheco prima e sull’Iride poi, partecipò alle operazioni militari in A.O. (Africa Orientale) e in Spagna. All’inizio della 2^ guerra mondiale era comandante del sommergibile Pisani; promosso capitano di corvetta nell’agosto 1940, passò al comando dello Sciré col quale condusse azioni offensive contro basi navali nemiche nel Mediterraneo. Costituitasi il 15 marzo 1941 la X flottiglia M.A.S. (Motoscafo Armato Silurante) assumeva il comando del reparto subacqueo, poi con la promozione a capitano di fregata nel settembre stesso anno, quello interinale di tutta la flottiglia. Con lo Sciré compì numerose missioni per trasporto di mezzi d’assalto subacquei contro la piazzaforte di Gibilterra e la base di Alessandria, coronata quest’ultima dall’affondamento delle navi da battaglia inglesi Valiant  e Queen Elizabeth. Dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 tenne il comando della X flottiglia M.A.S., ricostituita nei quadri sotto il Governo della Repubblica Sociale. Muore a Cadice (Spagna) il 26 agosto 1974 (Wikipedia).

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia di Bronzo) (Mediterraneo Occidentale, febbraio 1938); cav. O.M.l. (cavaliere Ordine Militare d’Italia) (Mediterraneo Orientale, dicembre 1941); capitano fregata per meriti di guerra (1941).

Comandante di sommergibile, aveva già dimostrato in precedenti circostanze di possedere delle doti di ardimento e di slancio. Incaricato di riportare nelle immediate vicinanze di una munitissima base navale nemica alcuni volontari, destinati a tentarne il forzamento con mezzi micidiali, incontrava, nel corso dei reiterati tentativi di raggiungere lo scopo prefisso, le più aspre difficoltà create dalla violenta reazione nemica e dalle condizioni del mare e delle correnti. Dopo aver superato con il più assoluto sprezzo del pericolo e con vero sangue freddo gli ostacoli opposti dall’uomo e dalla natura, riusciva ad assolvere in maniera completa il compito affidatogli, emergendo brevissima distanza dall’ingresso della base nemica ed effettuando con calma e con serenità le operazioni di fuoruscita del personale. Durante la navigazione di ritorno sventava la rinnovata caccia del nemico enonostante le difficilissime condizioni di assetto in cui era venuto a trovarsi il sommergibile, padroneggiava la situazione, per porre in salvo l’unità e il suo equipaggio. Mirabile esempio di cosciente coraggio, spinto agli estremi limiti di perfetto dominio d’ogni avverso evento. Mediterraneo Occidentale, 21 ottobre – 3 novembre 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 444.