BRESSANI Guido

bressani-guido017n. a Gradisca (Gorizia) il 20 giugno 1909 (https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/storia/la-nostra-storia/medaglie/Pagine/BressaniGuido.aspx). Tenente di vascello complemento, M.M. Marina Militare).

Conseguito il diploma di capitano di lungo corso presso l’Istituto nautico di Trieste, si arruolava volontario nella Marina come allievo timoniere nel settembre 1927. Promosso sottocapo timoniere il 1° gennaio 1928, fu ammesso contemporaneamente al 23° corso allievi ufficiali di complemento presso l’Accademia Navale di Livorno. Aspirante guardiamarina il 1° giugno e guardiamarina il 1° novembre dello stesso anno, prendeva imbarco sul sommergibile n. 6 conseguendo la promozione a sottotenente di vascello il 23 dicembre 1929. Frequentato il corso superiore all’Accademia Navale fu trasferito alla Scuola del C.R.E.M. (Corpi Reali Equipaggi Marittimi) di Varignano e successivamente a quella di Pola. Nel novembre 1935 era destinato come allievo alla Scuola di osservazione aerea di Taranto. Uscitone nell’aprile del 1936 col brevetto di osservatore marittimo, partecipava poi alle operazioni militari in Spagna dove, nel gennaio 1937, era promosso tenente di vascello. All’inizio della seconda guerra mondiale, chiesto ed ottenuto di passare sui MAS,(Motoscafo Armato Silurante) assumeva il comando del MAS 537 della 16^ squadriglia.

Giovane ed entusiasta ufficiale osservatore nella ricognizione aereomarittima destinato in zona di operazione oltremare, chiedeva di imbarcare volontariamente su M.A.S. destinato a rischiose imprese di guerra. Nel corso di missione di ricerca offensiva del naviglio avversario, dopo estenuante notte di agguato trascorsa in condizioni di mare decisamente avverse, avvistava all’alba preponderante formazionecomprendente due incrociatori ed altrettante siluranti, in rotta verso le coste nazionali. Freddamente determinato ad ostacolare il piano offensivo dell’avversario, pur conscio che la violenza del mare gli avrebbe impedito di sfruttare la velocità del suo mezzo quale fattore di sorpresa, di successo e di salvezza, affrontava la disperata impresa muovendo all’attacco. Subito individuato ed investito dal violento concentrato tiro della intera formazione avversaria, con sovrumano slancio e sereno sprezzo del pericolo insisteva nell’attacco e lanciava i siluri con presunto esito positivo. Colpita in pieno e distrutta la fragile unità da violente esplosioni, scompariva in mare lasciando fulgido esempio di cosciente ardimento, di predare virtù militari e dedizione al dovere fino al supremo olocausto.- Canale di Caso, 4 settembre 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 431.