CATALANO Simone

n. a Paparella/Erice (Trapani) il 17 novembre 1905 (Wikipedia). Tenente s.p.e. A.A. (servizio permanente effettivo Arma Aeronautica), pilota.

Licenziatosi dall’Istituto tecnico di Trapani nel luglio 1926, si arruolava volontario nello stesso anno, come allievo sergente pilota, nel Campo scuola di aviazione di Portorose. Primo aviere nell’aprile 1927, passava alla 161^ squadriglia all’Idroscalo di Orbetello conseguendo nel luglio la promozione a sergente. Ammesso al corso allievi ufficiali di complemento nell’Accademia Aeronautica di Caserta, ne usciva sottotenente nel maggio 1929 e nell’agosto successivo raggiungeva il Comando Aeronautico Jonio e Basso Adriatico per compiervi il servizio di prima nomina. Congedato nel 1930 veniva richiamato temporaneamente in servizio nel giugno 1933, poi nell’agosto 1934 per frequentare il corso istruttori di volo a vela nella Scuola di Pavullo e nel 1935, richiamato per la terza volta, a domanda, veniva dapprima destinato al 13° stormo da bombardamento e successivamente, come insegnante, alla Sezione autonoma turismo aereo di Parma e alla Scuola di pilotaggio di Foggia, ove conseguiva alla fine dell’anno la promozione a tenente. Nominato sottotenente effettivo per merito straordinario nel 1937, un anno più tardi partiva volontario per la Spagna. Rimpatriato nel giugno 1939 col grado di tenente ritornava al 13° stormo da bombardamento e l’anno dopo, nei primissimi giorni di guerra, il 13 giugno 1940, attaccato e colpito dalla caccia nemica, precipitava con l’apparecchio, in vista della spiaggia di Imperia.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Cielo di Spagna, marzo 1939); M.B. (Medaglia Bronzo) (Cielo di Spagna, novembre 1938).

Ufficiale pilota di grande perizia e di raro ardimento, volontario nella guerra di Spagna, decorato al Valor Militare, aveva dato tutta la sua opera intelligente ed entusiastica per la preparazione bellica del reparto cui apparteneva. Capo equipaggio di un velivolo da bombardamento partecipava in una notte illune e in condizioni atmosferiche proibitive, ad un’azione di guerra su munitissima base avversaria, che attaccava da bassissima quota, tra la furia e l’imperversare di un temporale. Era appena rientrato al campo dalla difficile ed estenuante missione che, subito rifornito l’apparecchio di bombe e carburante, ripartiva per un’azione di bombardamento diurno portandola efficacemente a termine. Attaccato da caccia nemici, il cui fuoco provocava l’arresto di un motore, gravi avarie al velivolo e dei feriti a bordo, rifiutava la salvezza che gli si offriva con un atterraggio in territorio nemico, proseguendo il suo stentato volo sul mare aperto. Quando la costa italiana era già in vista ed il suo generoso tentativo di portare in salvo gli uomini e la macchina sembrava realizzarsi, incontrava morte gloriosa che del suo nome faceva esempio e sprone per tutti i combattenti. Cielo di Hyéres, 13 giugno 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 385.