CHIAMPO Pietro

n. 1914 Perosa Argentina (Torino). Tenente s.p.e. (servizio permanente effettivo), 9° reggimento alpini.

Diplomato ragioniere a Pinerolo, veniva ammesso nel dicembre 1932 alla Scuola allievi ufficiali di complemento di Spoleto e nel giugno 1933 era promosso sottotenente assegnato al 63° reggimento fanteria. Congedato nel febbraio 1934, veniva richiamato nel marzo 1935 e trasferito a sua domanda al R.C.T.C. (Regio Corpo Truppe Coloniali) della Cirenaica. L’anno seguente, partiva per l’A.O. (Afrca Orientale) imbarcandosi a Tobruk. Destinato dapprima alla compagnia mitraglieri della XII Brigata in Decamerè e poi al XLIV battaglione Eritrei Hanzim, partecipava alla campagna etiopica fino al febbraio 1937, epoca del suo rimpatrio. Passato effettivo nel maggio successivo in seguito ad esami sostenuti all’Accademia Militare di Modena, veniva trasferito al 4° reggimento alpini dove, nel maggio l939, conseguiva la promozione a tenente. L’inizio delle ostilità, nel giugno 1940, lo trovava al comando di una compagnia al fronte occidentale. Rientrato al deposito dopo l’armistizio con la Francia, nel dicembre era destinato al 9° alpini operante sul fronte greco-albanese.

Altre decorazioni: Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valor Militare) (M. Valezan, giugno 1940).

In una giornata di dura e cruenta lotta, rimasta la compagnia priva di ufficiali, ne assumeva il comando, riordinava i superstiti guidandoli all’attacco delle posizioni che il nemico, molto superiore in forze, era riuscito ad occupare. Per tre volte, trascinava i suoi uomini al contrattacco con slancio ed ardimento, per tre volte l’avversario ricacciato, rinnovava i suoi furiosi contrattacchi. Nel corso dell’aspra ed alterna vicenda, durante la quale riusciva a catturare varie armi automatiche, benché ferito, rimaneva con i propri alpini, mantenendone integro, con l’esempio, l’ardore combattivo e li guidava, poi, per la quarta volta, ad un ultimo disperato contrassalto. Colpito di nuovo e mortalmente, mentre veniva trasportato al posto di medicazione, con stoica fermezza, pronunciava elevate parole di fede nella vittoria rammaricandosi soltanto di dovere abbandonare la lotta.- Monte Chiarista-Fratarit (Fronte greco), 23 dicembre 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 508.