COSTAMAGNA Ugo

n. 1894 Saluzzo. Maggiore s.p.e. (servizio permanente effettivo) artiglieria, Direzione artiglieria I Corpo d’Armata.

Dopo aver frequentato il corso superiore nella Scuola di agricoltura di Alba nel 1913, fu ammesso al corso per allievi ufficiali di complemento nel settembre 1914 e conseguì le spalline di ufficiale di ariglieria. nell’aprile 1915. Partecipò alla 1^ guerra mondiale nel 44° reggimento artiglieria da campagna e poi nel 25° reggimento, col passaggio in s.p.e. Ten. nel febbraio 1917 fu trasferito al 5° reggimento rimanendo ferito sul Carso nell’otobre stesso anno. Dopo un breve periodo di addestramento sui carri d’assalto fu inviato nel dicembre 1918 in Tripolitania con la 1^ batteria carri d’assalto leggeri. Rimpatriato nel 1919 ed assegnato all’Accademia Militare d’artiglieria e genio in Torino, con la promozione a capitano nel dicembre 1926 fu destinato al 17° reggimento artiglieria da campagna. Nella seconda guerra mondiale mobilitato col grado di maggiore, che aveva già ottenuto nel giugno 1938, nella Direzione di artiglieria del 1° Corpod’Armata, ebbe l’incarico di organizzare e dirigere il servizio di rimozione e brillamento delle bombe d’aereo inesplose cadute nel territorio del C.A. Ferito gravemente dallo scoppio di una bomba durante la rimozione di essa e divenuto cieco fu trasferito nel R.O. (Ruolo d’Onore) dove conseguì la promozione a colonnello nel 1950 e a generale di Brigata nel 1955. Nominato Presidente della sezione torinese dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, fu chiamato a far parte del Consiglio Nazionale dell’Associazione nella carica di vice Presidente dalla quale si dimise nel 1964. Risiede a Torino.

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia Bronzo) (Castagnevizza, 1917).

Ufficiale di elette doti di carattere e di senso del dovere spinto fino al sacrificio, si prodigava generosamente per cinque mesi nel diuturno, pericoloso e delicato lavoro di rastrellamento delle bombe inesplose lanciate da aerei nemici. Convinto che la intima conoscenza della costruzione e del funzionamento degli ordigni lanciati dal nemico avrebbero facilitato e rese più sicure le operazioni di rastrellamento, non esitava a procedere con grave rischio personale, alla scomposizione di parti di essi, riuscendo a ricavarne il disegno ed a stabilirne esattamente il funzionamento. Ferito gravemente alla faccia con perdita totale della vista in seguito allo scoppio di una bomba, con stoico coraggio esigeva che prima fossero soccorsi i suoi dipendenti feriti e soltanto allora consentiva di essere curato. Fulgido esempio di altruismo, alto senso del dovere e di responsabilità.- Torino, giugno – dicembre 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 515.