D’INCAU Solideo

n. 1915 Sovramonte (Belluno). Caporal maggiore, 7° reggimento alpini.

Muratore e contadino di mestiere, si presentava nell’ottobre 1936 al 12^ reggimento alpini per il servizio di leva e assegnato al battaglione Belluno passava nell’anno successivo al battaglione Feltre del 7° alpini. Collocato in congedo col grado di caporal nel 1937, veniva richiamato nel maggio 1940 ed assegnato alla 65^ compagnia mitraglieri del suo vecchio battaglione Feltre mobilitato partecipava, dopo l’entrata in guerra dell’Italia, alle operazioni militari sul fronte alpino occidentale meritandosi un encomio solenne. Promosso caporal maggiore nel settembre, tre mesi dopo, il 24 novembre, partiva per l’Albania.

Comandante di squadra mitaraglieri a presidio di una posizione avanzata attaccata da forze soverchianti nemiche e battuta da violento fuoco di artiglieria e mortai, visto cadere il suo ufficiale, non desisteva dal falciare con la sua arma il nemico, incitando i camerati alla resistenza con la parola e con l’esempio. Dopo ripetuti assalti, valorosamente ributtati, veniva circondato dal nemico ed invitato ad arrendersi. Benché ferito alla testa, rifiutava la resa e persisteva nella lotta accanita. Sopraffatto, prima di cadere nelle mani dell’avversario, in un supremo atto di virile prontezza, smontava la sua mitragliatrice e la rendeva inservibile al nemico. Fatto prigioniero e volendo il nemico costringerlo a rimontare l’arma, preferiva la morte a tanta ignominia, cadendo trafitto da colpi di baionetta vibratigli con selvaggio furore dall’avversario. Fulgido esempio di alto senso del dovere, di profondo amore di Patria, di sublime sacrificio.- Vandrescia (Fronte greco), 13 febbraio 1941.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 570.