DURAND DE LA PENNE Luigi

n. a Genova l’11 febbraio 1914 (Wikipedia). Tenente di vascello M.M. (Marina Militare).

Conseguito il diploma di capitano di lungo corso nell’Istituto nautico S. Giorgio di Genova nel 1933, si arruolò volontario nella Marina Militare ed ammesso al corso allievi ufficiali di complemento nell’Accademia di Livorno fu nominato guardiamarina nell’ottobre 1934, prendendo imbarco sul caccia Fulmine per il servizio di prima nomina. Trasferito nella 6^ squadriglia M.A.S. (Motoscafo Armato Silurante) di La Spezia nel luglio del 1935, fu trattenuto in servizio per le operazioni di guerra in A.O. (Africa Orientale). Promosso sottotenente di vascello nel gennaio 1938, alla dichiarazione di guerra del giugno 1940 era ancora a La Spezia nella squadriglia M.A.S. con la quale partecipò successivamente a numerose azioni nel Mediterraneo. Nell’ottobre 1940 ottenne la promozione a tenente di vascello per meriti eccezionali. Condusse l’audace impresa del forzamento della base navale di Alessandria d’Egitto come capogruppo dei semoventi 221, 222 e 223 con gli operatori capitano A.N. Martellotta, capitano G.N. Marceglia, dei capi palombari Bianchi e Marino e del palombaro Schergat e che portò la mattina del 19 dicembre 1941 all’affondamento delle navi da battaglia Valiant e Queen Elizabeth e di una petroliera. Partito dalla base di Lero sul sommergibile Sciré che portava i semoventi e gli operatori, prese imbarco la sera del 18 dicembre 1941 sul semovente 221 col capo palombaro Bianchi. Dopo aver superato con notevole difficoltà le ostruzioni del porto, da solo collocò la carica di esplosivo sotto le torri di prua della Valiant. Salito a galla, scoperto e fermato dalle sentinelle insieme al Bianchi dopo lunghi interrogatori fu chiuso e lasciato in una cella, vicino alla S. Barbara, anche dopo avere informato il comandante, capitano di vascello Morgan che la nave sarebbe saltata in aria entro pochi minuti. Salvatosi l’equipaggio dopo lo scoppio e riuscito a salvarsi egli stesso, fu condotto in campo di prigionia e venne restituito in Patria nel febbraio 1944. L’ammiraglio Morgan che rappresentava l’Ammiragliato inglese nella Commissione d’armistizio, il 9 novembre 1943 volle l’onore di appuntare sul petto del valoroso ufficiale la M.O. al V.M. (Medaglia dìOro al Valore Militare). Rientrato nei gruppi mezzi d’assalto fu promosso capitano di corvetta con anzianità dicembre 1941, capitano di fregata nel settembre 1950 e capitano di vascello a scelta eccezionale nel 1954. Nominato addetto navale presso l’Ambasciata d’Italia in Brasile dall’ottobre 1956, è stato collocato in aspettativa per mandato politico a seguito della sua elezione a Deputato nella II, III e IV legislatura. Muore a Genova il 17 gennaio 1992 (Wikipedia).

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia d’Argento) sul campo (Gibilterra, 1940); trasferito in s.p.e. (servizio permanente effettivo) per m.g. (meriti di guerra) nel grado di tenente di vascello (1941); capitano di corvetta per m.g. (1941).

Ufficiale coraggioso e tenace, temprato nello spirito e nel fisico da un duro e pericoloso addestramento, dopo aver mostrato in due generosi tentativi alto senso del dovere e di iniziativa, forzava, al comando di una spedizione di mezzi d’assalto subacquei, una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un’ azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica si armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l’abnegazione degli uomini. Dopo aver avanzato per più miglia sotto acqua e superando difficoltà ed ostacoli di ogni genere fino all’esaurimento di tutte le sue forze, disponeva la carica sotto una nave da battaglia nemica a bordo della quale veniva tratto esausto. Conscio di dover condividere l’immancabile sorte di coloro che lo tenevano prigioniero, si rifiutava di dare ogni indicazione sul pericolo imminente e serenamente attendeva la fine, deciso a non compromettere l’esito della dura missione. Rimasto miracolosamente illeso, vedeva, dalla nave ferita a morte, compiersi il destino delle altre unità attaccate dai suoi compagni. Col diritto alla riconoscenza della Patria conquistava il rispetto e la cavalleresca ammirazione degli avversari; ma non pago di ciò, una volta restituito alla Marina dopo l’armistizio, offriva nuovamente se stesso per la preparazione e l’esecuzione di altre operazioni, sublime esempio di spirito di sacrificio, di strenuo coraggio e di illimitato amor di Patria. Alessandria, 18 – 19 dicembre 1941.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 766.