FASCETTI Mario

n. 1896 Roma. Capitano s.p.e. (servizio permanente effettivo) fanteria (bersaglieri), 2° reggimento bersaglieri.

Compiuti gli studi medi all’Istituto tecnico Leonardo da Vinci in Roma e al Convitto Nazionale di Chieti, veniva chiamato alle armi nel dicembre 1915 raggiungendo al fronte il 3° regimento bersaglieri. Ultimata la guerra col grado di tenente di complemento, partecipava alla spedizione di Fiume con l’VIII battaglione ciclisti e nel gennaio 1921 era collocato in congedo. Richiamato a domanda sei mesi più tardi ed assegnato alla Scuola allievi ufficiali del Corpo d’Armata di Milano, passava in s.p.e. col proprio grado nel 1924. Trasferito nel R.C.T.C. (Regio Corpo Truppe Coloniali) della Cirenaica nel 1930, vi rimase per breve tempo, perché assegnato alla Scuola Centrale di Educazione Fisica. Conseguiva la promozione a capitano nel dicembre 1934 e poco dopo partiva per l’A.O. (Africa Orientale) destinato al R.C.T.C. dell’Eritrea. Dopo aver partecipato alle operazioni militari in Etiopia rimpatriava nel dicembre 1937 destinato al 2° bersaglieri. Durante la guerra di Spagna, col 1° reggimento fanteria del C.T.V. (Corpo Truppe Volontari) partecipava a numerosi fatti d’arme riportando una ferita nel combattimento di Granera nel dicembre 1938. Rientrato al 2° reggimento bersaglieri nell’ottobre 1939, veniva mobilitato nel giugno 1940 e il 7 novembre dello stesso anno partiva per l’Albania al comando del IV battaglione del 2° reggimento bersaglieri.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Spagna, 1938); M.B. (Medaglia Bronzo) (A.O. (Africa Orientale), 1935 – 36); M.B. (A.O., 1936).

Magnifica figura di soldato, valoroso combattente di tre guerrein aspre azioni durate tre giorni, dava mirabile prova di eccezionale ardimento e superbo sprezzo del pericolo. In alcune critiche fasi delllotta, guidava a ripetuti contrattacchi i suoi bersaglieri, riuscendo a ristabilire situazioni gravi e a disimpegnare reparti accerchiati. In un contrassalto notturno sferrato per la riconquista di un importante caposaldo, alla testa di pochi uomini, sbaragliava con indomito slancio un nemico di gran lunga superiore per numero e mezzi, attaccandolo a bombe a mano ed alla baionetta ed inseguendolo fin nelle sue trincee ove, con sovrumano valore, impegnava una mischia furibonda, con epico corpo a corpo, costringendo l’avversario alla fuga con gravi perdite. Mentre attaccava l’ultimo nucleo nemico che ancora resisteva accanitamente, cadeva colpito a morte con la pistola in pugno, chiudendo eroicamente una vita tutta dedita al servizio della Patria. – Sitaria- Krioneri (Fronte greco), 16-18 novembre 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 462.