GIAMMARCO Enrico

 

n. 1896 Sulmona (L’Aquila). Tenente colonnello s.p.e. (servizio permanente effettivo) artiglieria.

Dal Collegio Militare di Napoli passava nel marzo 1916 all’Accademia di artiglieria e genio in Torino, uscendone sottotenente d’artiglieria il 30 novembre dello stesso anno. Destinato al 1° reggimento artiglieria da montagna, due mesi più tardi, nel febbraio 1917, trasferito al 2° da montagna, raggiungeva il fronte, assegnato alla 55^ batteria. Tenente nell’agosto 1917, fu promosso capitano nel settembre 1927, e nell’aprile 1935 partiva volontario per l’A.O. (Africa Orientale). Trasferito nel R.C.T.C. (Regio Corpo Truppe Coloniali) dell’Eritrea, partecipava alla campagna italo-etiopica segnalandosi nei fatti d’arme del Tembien, dell’Endertà, dell’Amba Aradam e nella marcia su Gondar. Rimpatriato nel giugno 1937 e promosso maggiore poco dopo, era trasferito al 45° reggimento artiglieria della Divisione Cirene e destinato in A.S. (Africa Settentrionale). Frequentato poi il 2° corso per reparti speciali d’artiglieria presso la Scuola di Nettuno nel marzo 1940, ritornò in Cirenaica alla vigilia della seconda guerra mondiale. Fu promosso tenente colonnello con provvedimento pubblicato dopo la morte.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (M. Pertica, 1918); M.B. (Medaglia Bronzo)(Belpaggio, 1917); M.B. (Caposile, 1918); Cr. g. V.M. (Croce di guerra al Valor Militare) (S. Daniele del Friuli, 1917); Cr. g. V.M. (A.O., 1936).

Ufficiale superiore di artiglieria, comandante di un reparto specialisti, partecipava volontariamente alle più audaci ricognizioni, non esitando ad esporsi ai più gravi pericoli, nell’attraversare frequentemente, da solo, zone battute da mezzi corazzati nemici. Durante unazione offensiva a grande raggio, giungeva tra i primi sulle posizioni conquistate, guidando con ardita perizia le colonne avanzanti. Nel corso di una violenta azione di bombardamento da parte di una numerosa formazione aerea nemica, mentre con l’esempio della sua serenità induceva i dipendenti già duramente provati, a fermo contegno, cadeva mortalmente colpito. Conscio della fine imminente, ordinava a coloro che accorrevano in suo aiuto, di provvedere prima agli artiglieri feriti e suggellava, con nobili parole di incitamento e di fede, la sua vita interamente dedicata al dovere ed alla Patria.- Fronte della Marmarica, 28 giugno – 17 settembre 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 432.