GUCCI Lino

n. 1915 Bologna. Sottotenente medico complemento, 6° reggimento bersaglieri.

Laureatosi in medicina e chirurgia nel 1937 presso l’Università di Bologna, ed ammesso, nel marzo 1940, alla Scuola di applicazione di Sanità Militare a Firenze fu nominato sottotenente nel settembre successivo, destinato al 6° reggimento bersaglieri. Assegnato al VI battaglione, partecipava alla campagna contro la Jugoslavia dal 12 aprile 1941 ed in seguito, fino all’ottobre, alle operazioni di guerra contro i ribelli nelle zone occupate. Rientrato al deposito e trattenuto in servizio, il 24 gennaio 1942 partiva col reparto per la Russia, inquadrato nella 2^ Divisione celere.

Altre decorazioni: M.B. (Medaglia Bronzo) (Fronte russo, agosto 1942); Cr.g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare)  (Balcania, settembre 1941).

Capace ed entusiasta ufficiale medico di un battaglione bersaglieri, durante il ciclo operativo per la conquista di una vasta regione, eccelse in coraggio e spirito di sacrificio, prodigandosi oltre ogni limite nel curare i feriti sulle linee più avanzate di combattimento. Già proposto per la medaglia d’argento sul campo al valor militare, era nel battaglione per le sue continue gesta di ardimentoso soccorso divenute ormai leggendarie un esempio fulgidissimo delle più elette virtù guerriere della nostra razza. In un accanito combattimento notturno, accorse con alcuni suoi uomini oltre una quota appena conquistata per soccorrere i molti feriti e trarli in salvo. Stava prodigandosi nel pietoso compito con serena. calma e sommo sprezzo del pericolo, allorché elementi nemici lanciati alla riconquista della quota, non rispettando la sua umanitaria opera, aprirono il fuoco contro il suo gruppo, muovendo subito dopo furiosamente all’assalto. Troncate le cure e imbracciata una vicina arma da fuoco, fronteggiava gli agguerriti avversari, incalzati da altri sopravvenienti con feroce irruenza e difendeva con estremo valore i suoi feriti. Sosteneva l’epica lotta sotto il fuoco e fra gli scoppi delle bombe, ma poi, travolto nel corpo a corpo, veniva sopraffatto dopo aver dato ancora una volta luminosa prova di esemplare ardimento, d’indomito coraggio ed elevatissimo spirito umanitario e militare. Jagodnji (Russia) Fiume Don, 23 agosto 1942.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 71.