LOCATELLI Giuseppe

n. 1914 Parma. Tenente s.p.e. (servizio permanente effettivo) fanteria (carrista), 4° reggimento carristi.

Diplomatosi in ragioneria nel 1932 presso l’Istituto tecnico A. Secchi , di Reggio Emilia fu ammesso all’Accademia Militare di Modena nello stesso anno e ne uscl con le spalline di sottotenente dei bersaglieri nel settembre 1934. Assegnato al 6° bersaglieri, dopo il corso di applicazione, passò nel marzo 1936 al reggimento carri armati dove vi fu promosso tenente nell’ottobre successivo. Trasferito a domanda nel R.C.T.C. (Regio Corpo Truppe Coloniali) della Somalia e sbarcato a Mogadiscio il 5 novembre 1936, partecipò per oltre due anni alle operazioni svoltesi in A.O. (Africa Orientale). Rimpatriato nell’aprile 1939, fu prima destinato al 3° reggimento fanteria carrista col quale prese parte alle operazioni di guerra sul fronte occidentale e poi, dal 27 giugno 1940, al 4° reggimento carristi. Assunto il comando della 1^ compagnia carri M/11 partì pochi giorni dopo da Napoli per l’A.S. (Africa Settentrionale).

Assunto, fin dal primo giorno di guerra, il comando di una compagnia carri armati, dedicava ogni sua migliore energia alla preparazione tecnica e spirituale del reparto, che poi guidava abilmente inun seguito di vittoriose azioni. Uscito dalle linee con il battaglione di cui faceva parte, per appoggiare una nostra colonna celere in una ricognizione offensiva, non esitava a fronteggiare col suo reparto schiaccianti forze corazzate nemiche che avevano attaccato la colonna. Più volte ferito, conscio che un cedimento della sua unità avrebbe determinato il crollo del nostro dispositivo, sosteneva per oltre tre ore, con 13 carri soltanto e senza dare alcuna impressione di vacillamento, l’urto di almeno 50 mezzi corazzati appoggiati da artiglierie. Correndo a piedi da un carro all’altro per impartire con maggiore rapidità e precisione gli ordini e per tener vivi, con l’esempio del suo eroismo lo spirito aggressivo e lo sprezzo del pericolo nei suoi dipendenti, riusciva a paralizzare la baldanza nemica, permettendo alla nostra colonna celere di disimpegnarsi. Disposto l’ordinato ripiegamento del reparto, restava col solo suo carro a fronteggiare gli avversari per dar modo agli altri mezzi, più volte colpiti, di disimpegnarsi dalla lotta. Una cannonata lo colpiva in pieno, mentre col braccio teso fuori dallo sportello del carro, in atteggiamento di comando, additava ai suoi carristi la direzione da seguire. Alam Abu Hileiuat ( A.S.), 19 novembre 1940.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 463.