LORENZINI Orlando

nasce a Guardistallo (Pisa) il 3 maggio 1890 (Wikipedia). Generale di Brigata, comandante II Brigata coloniale.

Nominato sottotenente di complemento nell’88° reggimento fanteria nel gennaio 1912, nell’ottobre successivo partiva per la Libia dove otteneva la nomina ad effettivo nel 1913. Assegnato al XIV battaglione eritreo, vi era promosso tenente nel settembre 1915, e capitano nel novembre dello stesso anno. Rimpatriato a domanda ai primi del 1917, partecipò alla prima guerra mondiale distinguendosi sul Montello nel giugno 1918 al comando di una compagnia mitraglieri della Brigata Udine. Ritornato in Libia nell’ottobre 1919, fu destinato con funzioni civili presso il comando di zona di Homs. Fece poi parte fino al 1922 del Corpo di occupazione italiano in Oriente e rientrato in Libia comandò per quattro anni una squadra autoblindo mitraglieri in Cirenaica. Dal 1928 al 1929 prestò servizio in Patria, prima al 7° centro automobilistico e poi allo 88° fanteria. Ai primi del 1930 ritornava in Cirenaica dove assumeva il comando del suo vecchio battaglione eritreo, il XIV. Promosso tenente colonnello nel febbraio 1934, nell’ottobre successivo partì per l’A.O. (Africa Orientale) dove partecipò alla campagna etiopica distinguendosi nei fatti d’arme di Mai Endè e Azbì nel novembre 1935. Assunto il comando della XI Brigata coloniale dal giugno 1937 e promosso colonnello nel maggio 1938, all’inizio della seconda guerra mondiale assunse il comando della II Brigata coloniale e nell’agosto 1940 ebbe la promozione a generale di Brigata.

Altre decorazioni: M.A. (Medaglia Argento) (Montello, 1918); M.A. (Libia, 1928); M.A. (A.O., 1938); M.B. (Medaglia Bronzo) (A.O., 1935); cavaliere O.M.S. (Ordine Militare Spagna) (Libia, 1927); maggiore per m.g. (meriti di guerra) (Libia, 1926); colonnello per m.g. (A.O., luglio 1937 – maggio 1938); generale di Brigata per m.g. (Somaliland, agosto 1940).

Figura leggendaria di combattente coloniale, che già in Libia e nell’Africa Orientale Italiana, superando le più aspre difficoltà di terreno e di clima, aveva innumeri volte trascinato le sue truppe alla vittoria, era l’anima dell’epica difesa di Cheren, imponendosi alla ammirazione dello stesso nemico. Alla testa dei suoi battaglioni, che infiammava con l’esempio del suo indomito valore, si prodigava oltre ogni limite per contrastare il passo all’avversario, superiore per mezzi e per numero, contrattaccandolo con audacia sovrumana anche quando la situazione si era fatta disperata. Colpito mortalmente suggellava in unaureola di gloria la sua nobile esistenza, tutta intessuta di memorabili episodi di fulgido eroismo. Cheren (A.0.I.) (Africa Orientale Italiana), 2 febbraio17 marzo 1941.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume primo (1929-1941), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 602.